Comunicazione di servizio: Aziende con le Orecchie sospende le pubblicazioni.

aprile 30, 2010

Anche se alcuni post sarebbero già in bozza, ritengo più coerente sospendere la pubblicazioni.

E’ evidente, ormai, che l’agenda non mi consente più il lavoro puntuale che ho portato avanti per molto tempo su “Orecchie” e – dato che ritengo i blog utili solo se creano conversazione e scambio – salutarsi mi sembra la cosa più giusta.

Inoltre, in rete ancor più che nella vita, tutto si evolve, e la mia presenza in rete ha assunto nel frattempo nuovi aspetti, che in un certo senso continuano la conversazione iniziata qui nel 2007.

In questo senso, espressione concreta del lavoro svolto su Aziende con le Orecchie è il mio libro “Un etto di marketing“, la cui idea di fondo si è sviluppata proprio tra questi post, insieme a chi ne ha condiviso senso e partecipazione.

Massimo Carraro

Metzeler.

gennaio 10, 2010

Online da circa un anno e mezzo, RidExperience è il blog ufficiale della casa produttrice di pneumatici per moto, rivolto ai clienti e a tutti gli appassionati delle due ruote per condividere esperienze, informazioni, eventi, e usufruire anche di promozioni e consigli da parte della casa.

Più efficace di questa è senz’altro la definizione del padrone di casa Mr. Wheel (Luca Zaccomer, Brand Manager), quando afferma che RidExperience è un “moto raduno virtuale permanente.

Importante, in questo progetto, sottolineare la dimensione internazionale, con i blog in lingua tedesca e spagnola che nel corso del tempo hanno affiancato quello italiano, mentre fa un po’ specie che il sito istituzionale Metzeler non riporti alcun link diretto al blog (occorre passare dal link experience e poi entrare nella community).

L’header del blog è dedicato alle foto dei centauri-utenti, scelta secondo me molto bella.

La conversazione è giustamente allargata a tutti gli strumenti disponibili: Facebook (fan page + profilo di Zaccomer), Youtube, MySpace, Flickr, Netlog e da dicembre anche Twitter.

In conclusione, direi proprio che la passione delle moto ruote trova in RidExperience pane per i suoi denti, anzi: gomme per le sue ruote! :-)

Mercedes-Benz Italia.

novembre 10, 2009

Si chiama Blue Efficiency, parla di auto e ambiente, appoggia il marchio sull’erba verde e dice in premessa che arriveranno all’auto ad emissioni zero.

Detta così sembra un bel tentativo 2.0 di rifarsi la verginità (qualcuno diceva ‘quando in pubblicità arrivano i cieli azzurri vuol dire che il committente ha serie responsabilità ambientali’), ma queste righe non sono negative, anzi.

Non sono mai negativo quando un’azienda decide di aprirsi al dialogo, e se l’azienda è un marchio ipernoto e di alta reputazione come questo, ritengo che la soddisfazione debba essere doppia: per l’apporto qualificato che può venire alla conversazione da parte di un brand autorevole, e per l’indiretto beneficio che trae il marketing dell’ascolto dalla presenza di un così autorevole marchio.

Detto questo (e verificato che il blog è strutturato nel giusto modo, con tutte le best practice al posto giusto – e ci mancherebbe, siamo nel 2009 mica nel 2003), viene da chiedersi su quali basi si fa un blog automobilistico puntato tutto sull’ambiente senza rischiare la deriva dell’ottimismo buonista e approssimativo, o – peggio – la sgradevole sensazione del facile opportunismo sull’unico tema che ha qualche pallida possibilità di avvicinare la gente alle concessionarie: la sostenibilità ambientale.

Insomma, vedendo un blog così, viene da farsi la stessa domanda che si è posto un lettore: ‘ci sono statistiche dell’effettiva sostenibilità delle Mercedes rispetto ad altre auto?’
Prendiamo nota che Mercedes ha risposto puntualmente, e ha risposto che non lo sa.
Questo depone a loro favore.

I miei due centesimi: lo fanno perché ci credono e ci investono veramente, altrimenti non ci si metterebbero nemmeno.

Ovviamente la blogosfera (cioè i consumatori) li marca e li marcherà stretto, sappiamo tutti che non è Legambiente nel blogroll che fa di una marca un protagonista ecosostenibile dei mercati.

Comunicazione di servizio. JOBtalk (Gruppo Il Sole 24 Ore) recensisce Aziende con le Orecchie.

settembre 23, 2009

Immagine 4

Con il titolo “Certe aziende hanno orecchie” è uscita oggi una lusinghiera recensione di questo blog.

Ringrazio JOBtalk/Il Sole 24 Ore e invito tutti a leggere l’articolo qui.

Barilla (Mulino Bianco).

luglio 22, 2009

Lanciata a inizio marzo 2009, “Nel mulino che vorrei” stimola chiunque sia interessato a dare un contributo di idee alla marca di prodotti da forno.

La proposta può riguardare tutto l’universo che ruota intorno a questi prodotti, compresi premi, promozioni, concorsi, eventi, confezioni, formati, iniziative sociali e… i prodotti stessi.

L’idea è notevolmente aperta a ogni tipo di contributo, (lo si percepisce anche per l’uso di un linguaggio diretto e chiaro, ben lontano dall’aziendalese), e propone due livelli di coinvolgimento degli utenti: un contributo diretto (proponi la tua idea) oppure la votazione delle idee degli altri, che crea una classifica generata dagli utenti.

“Nel mulino che vorrei” ospita anche un blog (nato senza la possibilità di commentare, poi convertito ai commenti aperti) dove è raccontato l’evolversi del progetto nei suoi vari aspetti (dalla valutazione delle idee alle interviste agli utenti, alle… prese in giro su FriendFeed).

La cifra di fondo di tutto il progetto, l’ascolto, è molto ben supportato dal team digital di Barilla, ed arriva a contaminare anche la comunicazione, attraverso l’utilizzo delle frasi user-generated nei banner.

Mi sembra che questa idea, nella sua apparente semplicità – tutto quello che è richiesto di fare è il completamento della frase “Nel mulino che vorrei…” – metta le basi di un ascolto vero e  significativo, e l’impegno dell’azienda a seguirne il dialogo, post dopo post, contenuto dopo contenuto, ne onora la visione di fondo.

Fatti quindi i doverosi e meritati complimenti a Barilla per l’ottimo approccio, passiamo alla sola domanda cui non si trova risposta sul sito: Nel mulino che vorrei, non si potrebbe conoscere per nome e cognome chi ci parla tanto amabilmente?

;-)

Yamamay.

giugno 23, 2009

Un giorno, sull’altro mio blog, è arrivato questo commento a un post dove si parlava delle licenze Creative Commons:

hey vieni a farmi una visita… chissà magari trovi qualcosa che ti stuzzichi!! http://www.yamamay.wordpress.com

Inutile dire che mi è sembrato un modo un po’ “spammoso” di farsi conoscere, ma tant’è.

Devo dire che visitando il blog Yamamay, online da qualche mese, non ho avuto l’impressione di persone inclini allo spam, il mio commento off-topic gli dev’essere scappato.

Si parla di costumi e intimo, naturalmente, ma da vari punti di vista, e non manca il coinvolgimento dei lettori – concorso Imagination (qui la vincitrice), sondaggio, facebook group.

Sfogliando i post tutti insieme, l’impressione generale è piacevole, anche se forse c’è un po’ di sbilanciamento sulle foto di moda e relativi backstage, davvero tante.

Le immagini si possono poi ritrovare  caricate su Flickr, mentre la marca ha anche un canale video su Vodpod e un account Twitter.

Come dicevo, gli argomenti spaziano: si va dallo sport alle celebrities, dalla cucina alle iniziative umanitarie alla cronaca (sportiva e non).

In particolare, a me piace sempre quando vedo che un brand è in qualche modo interpretato dalle persone che lo utilizzano, e Yamamay dà molto spazio alla pubblicazione dei disegni realizzati dai suoi fan.

In tutto questo, una sola domanda: perché non ci dite chi scrive i post? Dobbiamo proprio accontentarci di questo?…

Ho un’età indefinita e vivo praticamente sul web, questa è la mia casa… per cui trattatemela bene mi raccomando!!!

Comunicazione di servizio. Pausa conclusa.

giugno 2, 2009

In queste settimane ho pensato molto all’evoluzione che c’è stata sul fronte dei media sociali da quando ho iniziato a scrivere questo blog.

Il panorama è molto cambiato. E anziché dirlo con parole mie, userò quelle (decisamente più autorevoli) di Robert Scoble, Shel Israel e degli altri ricercatori autori del recente ebook “The Conversational Corporation“:

Back in 2005, when Shel and Robert wrote Naked Conversations, they spent 220 of the book’s 232 pages on blogging.
They dedicated all of two pages to podcasts, one page to wikis and a single, lonely paragraph to online video.

Chris Shipley, executive producer of the DEMO conferences, had not yet even introduced the term “social media.”

What a difference four years makes in the world of the Web.

Now blogging is but a single tool in a vast tool shed of social media technologies.

Appunto. Non è più questione di avere solo un blog, diventato uno dei molti strumenti disponibili, la presenza online si è arricchita e articolata. In fondo il blog, in sé, appare un po’ sopravvalutato.

Per questi ragionamenti, uniti alla cronica mancanza di tempo, stavo quasi pensando di considerare concluso il percorso di “Aziende con le Orecchie”.

Mi sembrava – da un lato – che l’ennesimo blog aziendale non facesse più notizia – dall’altro – che un’attività più approfondita di analisi delle presenze aziendali italiane nella conversazione, lavoro certamente degno di interesse peraltro già impostato da Lara di TSW, non fosse alla mia portata, proprio in ragione dei parecchi strumenti ormai utilizzati da molte aziende.

Parallelamente però, un altro pensiero prendeva forma, nella mia blogging mind, finendo per avere la meglio sul primo.

Se è vero che il corporate blog non è più la novità che era nel 2007, è anche vero che rimane sempre il più autentico dei luoghi di conversazione a disposizione dell’azienda. Dopo tutto, se voglio veramente sapere qualcosa di un’azienda, è il suo blog che vado a leggere, non i post su Twitter né le pagine su Facebook. Il blog.

E così, rieccomi qui. Il tempo per scrivere i post scarseggia, ma la motivazione, quella almeno si è ritrovata.

Mi fa piacere poter rinnovare l’appuntamento con chi ha avuto l’abitudine di passare di qui, anzi, approfitto del post per ringraziare dell’attenzione: farò del mio meglio per continuare a meritarla.

Comunicazione di servizio. Sto lavorando per voi.

marzo 23, 2009

Mi scuso per la rallentata attività del blog in queste ultime settimane. Aziende con le Orecchie è un progetto che vive grazie a un investimento personale di tempo e risorse, e ultimamente non ho avuto modo di aggiornare i post come avrei voluto, con qualcuno dei casi di Marketing dell’Ascolto che osservo nascere e svilupparsi.

L’attività del sito in ogni caso prosegue, anche se a ritmo più lento che in passato.

Mokaflor.

febbraio 9, 2009

Aprire un bar.

Se questo fosse il mio pensiero, è certo che consulterei con molta attenzione questo blog.

Scaricherei l’analisi finanziaria gratuita (pubblicata su Lulu), leggerei i suggerimenti riguardo ai finanziamenti possibili, mi documenterei sulla relativa burocrazia, mi soffermerei sulla possibilità di aprire il locale all’interno di un negozio, mi informerei sugli aspetti tecnici della preparazione di un caffè, sulla cultura e le consuetudini del thé, sulle cose da sapere riguardo al vino da servire al bar, cercherei stimoli per il nome del locale, valuterei se offrire anche un servizio pranzo

Tutto questo e molto altro – infatti -  è affrontato con piacevole approccio e lodevole puntualità dal blog “Aprire un bar” scritto da Gabriele Cortopassi e Michele Polico per Mokaflor.

Mi pare un buon esempio di conversazione portata avanti dal punto di vista dell’utente, con considerazione dei suoi problemi e dei suoi interessi, condotta con competenza, spirito di servizio e cortesia.

Mokaflor, attraverso i suoi blogger (un uomo di ristorazione interno all’azienda, e uno di comunicazione, consulente) dimostra di condurre bene il dialogo con i suoi gruppi di riferimento (la torrefazione fiorentina è anche promotrice del franchising Chiaroscuro e della scuola interna all’azienda Espresso Academy) fornendo stimoli e argomenti, insieme a risposte e indicazioni.

Infine, l’esperienza di “Aprire un bar”, evidentemente di soddisfazione, ha suggerito l’apertura di un secondo blog, dedicato espressamente (!) al caffè espresso italiano.

[UPDATE 10.11.2009: Mi informano che il blog non ha più valore corporate ed è diventato "Aprire un bar". I curatori sono sempre gli stessi].

Marsilio Editori.

gennaio 16, 2009

Ecco un blog per gli amanti della letteratura, con specifiche inclinazioni su: thriller svedese (dalla Stieg Larsson-mania in giù), booktrailer (un genere di promozione a mio parere molto interessante, già al centro di concorsi), audiolibri.

Begli spunti, integrati da profilo su Anobii (Marsilio X e GialloSvezia) e canale tv su YouTube, che impostano bene la conversazione online della casa editrice veneziana.

La sensazione, però – al di là del piacere personale di leggere di temi a me molto graditi – è di una eccessiva timidezza, e lo dico con la simpatia che provo per i timidi.

Dovendo stimolare una conversazione e forse anche crearla, credo infatti sia bene osare un po’, alzare di più il volume della voce, approfittando di tutte quelle cose che Internet offre a chi ha voglia di chiacchierare.

Un bel blogroll per esempio, dove informarsi riguardo ad altre fonti; una presentazione delle persone che scrivono (hey, è una casa editrice, chi scrive è importante!); una lista di categorie, o una tag cloud… con i temi che trattano, sai che bella lista verrebbe… ci provo io?

vampiri, letteratura, svezia, mostri, audiolibri, larsson, carteggi, video, booktrailer, manie, ossessioni, fan club, thriller, noir, marsilio, editoria, internet, social club, lettori, readings, autori, novità, notizie, catalogo, informazioni, appuntamenti, arte, mostre concorsi…

Vero che mette voglia di leggere, e di dialogare con loro?

Tutto questo c’è – su MarsilioNews – ma non si vede.

Difficile che la conversazione ne senta il richiamo, ed è forse anche per questo che i commenti scarseggiano un po’.

A me sembra un peccato non “spingere” su queste belle premesse, anche come appassionato lettore, quindi mi voglio permettere una calda esortazione:

Dài ragazzi: argomenti e contenuti non vi mancano, godiamoci in pieno una bella conversazione sui libri!


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