[DISCLAIMER: Questo blog si avvale della collaborazione dell'agenzia di comunicazione di cui sono partner, ed io stesso vi scrivo].
Anche questa volta (come già accaduto), essendo coinvolto in prima persona non potrò essere neutrale, ma potrò forse dare una visione “dall’interno” di un corporate blog un po’ particolare.
Sappiamo tutti quanto siano importanti le imprese familiari nell’economia italiana.
Ed è proprio sull’assunto della loro importanza che Università Cattolica ha creato il Centro di Ricerca sulle Imprese di Famiglia.
Ma… c’è un ma. Il family business italiano è spesso una PMI, e tali aziende non sempre prevedono attività di aggiornamento strategico.
Vi era evidentemente una distanza da colmare, fisica e culturale, tra i mille e mille imprenditori familiari italiani e i seri studiosi dell’ateneo milanese.
Ecco dove la rete si inserisce bene, aiutando l’incontro (virtuale, ma non per questo meno reale) tra chi offre strumenti inerenti – ad esempio – al passaggio generazionale o all’internazionalizzazione, e coloro che possono beneficiare di tali risorse.
In pratica: un blog come soluzione “smart” al problema di distribuzione della conoscenza.
Il blog si chiama appunto Family Business Smart, ed offre da alcuni mesi contributi di vario tipo: dalle video-interviste ai consigli di lettura, dai 40 problemi più sentiti in Italia al punto di vista delle aziende familiari sull’Expo a Milano, dalle indagini sulle aspettative delle PMI rispetto ai politici alla cronaca del recente convegno sul passaggio generazionale.
Tag: Aziende con le orecchie:, blog, marketing dell'ascolto, passaparola/viral, videosharing
Giugno 2, 2008 alle 7:23 pm |
[...] cordef: Ed è proprio sull’assunto della loro importanza che Università Cattolica ha creato il Centro di Ricerca sulle Imprese di Famiglia. Ma… c’è un ma. Il family business italiano è spesso una PMI, e tali aziende non sempre prevedono attività … [...]
Giugno 4, 2008 alle 7:58 am |
E’ una bella fonte di informazioni ed una trovata intelligente per avvicinare i successori.
Speriamo che continuino a sviluppare il dialogo tra PMI ed università.
andrea