Posts contrassegnato dai tag ‘marketing dell’ascolto’

Telecom (A voi comunicare).

novembre 18, 2008

Un caso di marketing dell’ascolto un po’ particolare, dove il punto di partenza dell’operazione è esterno al rapporto azienda-consumatore in senso stretto.

Telecom Italia prende infatti spunto dall’ascolto, diffuso e amplificato, del discorso di Gandhi, l’inconsapevole testimonial della sua famosa, bellissima campagna pubblicitaria.

Sulla traccia di quella strategia, apprendo dai quotidiani che l’azienda ha aperto un sito di dialogo sui temi dell’integrazione tra i popoli, in tutte le loro mille complesse sfaccettature.

(Apprendo anche che il sito è stato già lanciato, l’8 agosto con uno spot tv, e il 15 settembre con il suo seguito, e forse capisco solo ora, con colpevole ritardo, un commento al precedente post su Vodafone, dove mi si chiede appunto un parere sulle iniziative di ascolto di Telecom).

Il colpo d’ala del sito viene dalla presenza virtuale del pensatore indiano e delle sue ammalianti parole, editate negli spot e anche interpretate in video da una piccola gallery di personaggi, famosi e non.

Come non condividere tanta manifesta bontà d’animo, apertura culturale e predisposizione al cambiamento?

Di sicuro, a leggere i commenti ai post, è impossibile non sentirsi coinvolti in dialoghi e scambi anche toccanti, e questo naturalmente ha un valore importante.

Eppure, da un’azienda che fa telefonia, in una società quale quella contemporanea, dove la connettività è tutto, questa conversazione lascia perplessi.

Provo a spiegarmi meglio.

Come tutti gli italiani, ho avuto molto a che fare con Telecom e i suoi servizi. Purtroppo, molte volte anche con i suoi disservizi. Sempre segnati da una frustrante esperienza di profonda, irrisolvibile impossibilità a comunicare.

Quando mi capita di raccontare qualche peripezia avuta con l’azienda negli anni, non c’è una volta che il mio interlocutore non mi rubi la parola per iniziare un discorso con la frase “Senti cos’è successo a me con la Telecom…”.

Ho sperimentato questa cosa decine di volte, al punto da evitare il discorso perché noioso e ripetitivo.

I personalismi non interessano a nessuno, ma questo piccolo racconto mi serve per mettere bene a fuoco la sensazione che provo davanti a questo progetto.

Bello, ma fuori luogo.

A voi comunicare. Il pensiero va dritto alle insormontabili difficoltà a farlo davvero, sperimentate da chi acquista prodotti e servizi Telecom da una vita. A meno che non abbia voglia di parlare di Gandhi, dei bambini che fanno la guerra, dei problemi interculturali della società d’oggi, evidentemente.

Mi viene da citare un pensatore di marketing dei giorni nostri, che una volta ha detto:

Quando in una pubblicità si vedono cieli azzurri e tersi, si può essere ragionevolmente certi che l’inserzionista abbia grosse responsabilità di inquinamento.

Mi spiace dirlo, ma questo è lo schema concettuale che mi sembra abbia applicato Telecom Italia a questa iniziativa di ascolto in rete.

Maniero Elettronica.

ottobre 28, 2008

Fotovoltaico, energie rinnovabili, incentivi e temi correlati: di questo si parla sul blog della Maniero Elettronica, chiamato “Energy Square” e simpaticamente presentato da una paperella fotovoltaica.

C’è sicuramente un gran bisogno di informazioni di prima mano, su questi temi (o forse su tutti i temi?), e chi meglio di un’azienda familiare che investe in tecnologia sostenibile?

Detto questo, sono stato colto, navigando “Energy Square”, da un piccolo attacco di claustrofobia.

Ho cliccato su “Chiesa” e sono rimasto nel blog, ho cliccato su “energie rinnovabili” e sono rimasto nel blog, ho cliccato su “Gruppo d’Acquisto Solare” e sono rimasto nel blog, ho cliccato su “artificial trees” e sono rimasto nel blog, ho cliccato su “incentivi” e sono rimasto nel blog… aiuto!

Un blog serve alla conversazione, come ho fatto a finire in questo monologo?

Sono perplesso… uno degli standard che che fa funzionare la rete, se non erro, è che il testo interattivo porta a una nuova informazione, e – per quanto riguarda i blog – porta ad ampliare la conversazione con qualcun altro, o no?

Penso sinceramente che questa autoreferenzialità non faccia bene a nessuno, né all’azienda (che rischia di vedere il proprio blog abbandonato per sempre al secondo link claustrofobico) né al navigatore il quale, abituato a muoversi da un sito all’altro seguendo il filo del suo percorso informativo, potrebbe trovare irritante questo costante rimpallo “interno”.

Passando ad altro (ma in realtà restando in argomento): com’è possibile che un blog che parla di temi continuamente alla ribalta dell’informazione abbia un blogroll di tre-siti-tre?

Insomma: c’è un argomento incredibile, un’azienda che ha qualcosa da dire, si apre un blog e… si chiudono le porte?

Intendiamoci, preferirò sempre un’azienda che blogga (aprendosi di fatto alla discussione e al dialogo, nei modi che ritiene opportuno) a una che non blogga.

Credo però che casi come questo meritino un deciso incoraggiamento a proseguire sul cammino intrapreso: l’apertura del blog è il primo passo di un bel viaggio che si chiama conversazione, e mi pare che “Energy Square” abbia tutti i requisiti per andare lontano.

Forza, quindi, abbiamo tutti bisogno di energia sostenibile, e anche di informazione sostenibile!

Tiscali.

luglio 7, 2008

Questa è una bella notizia.

Se avete mai sperimentato le capacità di ascolto e dialogo di un’azienda telefonica, il fatto che qualcuno di questi signori apra un blog non può che essere una bellissima notizia.

Sto parlando di Tiscali Business News, sito di informazione aperto ai commenti, nato con l’intenzione di

offrire alle imprese di tutte le dimensioni notizie, informazioni, dati di mercato, scenari e trend del momento, dal mondo della connettività broadband, del VoIP e dei servizi web correlati.

e di

aggiornare e conversare con clienti – attuali e potenziali – e partner all’interno di uno strumento flessibile e aperto come il blog, mettendo a disposizione dati e informazioni per muoversi in modo sempre più consapevole nel mercato delle telecomunicazioni e per conoscere più a fondo le opportunità che le nuove tecnologie abilitanti, quali il VoIP, possono offrire alle aziende italiane.

(La vita sembra semplice, quando si fanno le cose giuste, no?)

Non che non abbia qualcosa da ridire, intendiamoci, ma insomma, gli appunti che seguono rigurdano piccoli dettagli di un’operazione che mi auguro aiuti a modificare l’approccio di servizio al cliente di uno dei settori centrali dell’economia, la telefonia.

Il blog è appena nato ed è a livello sperimentale (come dichiarato qui, in fondo alla lista), ed è giusto concedergli un periodo di avviamento (tanto più che si muove in un territorio a dir poco complicato), terminato il quale mi piacerebbe vederlo:

- aprirsi al pubblico non-business
- inserire delle presentazioni personali dei blogger (Gianluca è noto ai blogger, ma qui si parla al rag. Brambilla e – speriamo presto – alla sciura Pina), poi ci sono Italo ed Enrico
- ampliare un po’ l’offerta del blog a qualcosa che non sia un link al sito Tiscali ;-)

Ma comunque, va già benissimo così. Per favore, continuate! E’ la voce di un consumatore che ve lo chiede…

Inoltre, scopro tra questi post che Tiscali ha un’assistenza tecnica via chat (!) supportata da Meebo… sono conquistato. Vado a disdire i miei contratti con la concorrenza di Tiscali.

Sira.

giugno 28, 2008

Insonorizzazione industriale: questo il ramo di attività dell’azienda torinese che – per usare le parole dell’apposito comunicato stampa – ha deciso di investire in comunicazione con il Web 2.0.

Tale investimento ha preso la forma di un corporate blog su piattaforma blogspot, un album su Flickr e un canale su Youtube.

Molto bene, verrebbe da dire, vedendo che perfino le aziende di natura profondamente industriale come questa si avvicinano all’ascolto e alla conversazione in rete… ma.

Ma – diceva Gianni Morandi – si può dare di più.

Lungi da me la tentazione di dare giudizi, ma dopo quasi un anno di recensioni di corporate blog e strumenti simili, comincio a pensare che si stia formando una soglia minima (in termini di completezza e interesse della “proposta blog”) senza i quali il blog finisce per assomigliare di più a un secondo sito, che non a un luogo di conversazione e scambio, com’è nella sua natura.

(Magari questa soglia c’è sempre stata, ma forse i primi ad avventurarsi nei blog aziendali potevano godere del vantaggio della novità, che li favorivano per scarsità di riferimenti. Ormai però il corporate blogging è talmente diffuso, che sta facendo diventare tutti più esigenti, secondo me).

Sono riflessioni che mi nascono anche per il tono a mio parere troppo “siamo-un’azienda-leader-con-vent’anni-di-esperienza” che caratterizza i filmati su Youtube…

Anche qui, niente contro i leader con esperienza, ma la rete ci insegna che occorre qualcosa di più del “linguaggio aziendalese” per interessare e coinvolgere: possibile che Youtube non offra filmati più intriganti, da affiancare alle monografie video sull’azienda?

Inoltre, piccole-grandi cose come una presentazione di chi scrive, un blogroll, qualche link in più all’interno dei post, magari un intervento più personale e meno tecnico ogni tanto, sono tutti elementi che potrebbero aiutare a sviluppare quella conversazione che, al momento, mi pare assente dal sito.

Perché è vero che il rumore fa ammalare, ma anche un blog in totale e isolato silenzio non fa poi tanto bene!…

Europ Assistance.

giugno 16, 2008

Il primo blog non si scorda mai, al massimo si migliora.

Devono aver pensato così, a Europ Assistance, quando hanno deciso di aggiornare la piattaforma dello storico (dal settembre 2005) primo blog per inaugurare, pochi giorni fa, l’attuale corporate blog.

Diciamo subito che il blog “storico” ha fatto secondo me un buon servizio a tutto il settore, dimostrando che anche (o dovrei dire perfino?) una società assicurativa può dialogare in modo trasparente con il proprio mercato, riuscendo ad avere uno scambio su argomenti che vanno dal viaggi in gravidanza alle promozioni sulle polizze alle iniziative di solidarietà.

Peraltro, la nota dolente di questo sito era forse la scarsità di post (solo 30 in quasi 3 anni) e – vista con gli occhi di un navigatore del 2008 – la dotazione un po’ scarsa del blog.

Problemi che saranno risolti con la nuova edizione del sito? A sei giorni dall’inaugurazione è presto per dirlo, anche se è piacevole notare l’evoluzione della piattaforma, che ora comprende una esaustiva presentazione dei blogger, una buona selezione di link a siti e blog di viaggio, una bella raccolta di immagini su Flickr e un video da Youtube.

E’ anche presente sul sito un concorso a premi per festeggiare i 40 anni di assistenza della compagnia francese.

Università Cattolica (Cerif).

giugno 2, 2008

[DISCLAIMER: Questo blog si avvale della collaborazione dell'agenzia di comunicazione di cui sono partner, ed io stesso vi scrivo].

Anche questa volta (come già accaduto), essendo coinvolto in prima persona non potrò essere neutrale, ma potrò forse dare una visione “dall’interno” di un corporate blog un po’ particolare.

Sappiamo tutti quanto siano importanti le imprese familiari nell’economia italiana.

Ed è proprio sull’assunto della loro importanza che Università Cattolica ha creato il Centro di Ricerca sulle Imprese di Famiglia.

Ma… c’è un ma. Il family business italiano è spesso una PMI, e tali aziende non sempre prevedono attività di aggiornamento strategico.

Vi era evidentemente una distanza da colmare, fisica e culturale, tra i mille e mille imprenditori familiari italiani e i seri studiosi dell’ateneo milanese.

Ecco dove la rete si inserisce bene, aiutando l’incontro (virtuale, ma non per questo meno reale) tra chi offre strumenti inerenti – ad esempio – al passaggio generazionale o all’internazionalizzazione, e coloro che possono beneficiare di tali risorse.

In pratica: un blog come soluzione “smart” al problema di distribuzione della conoscenza.

Il blog si chiama appunto Family Business Smart, ed offre da alcuni mesi contributi di vario tipo: dalle video-interviste ai consigli di lettura, dai 40 problemi più sentiti in Italia al punto di vista delle aziende familiari sull’Expo a Milano, dalle indagini sulle aspettative delle PMI rispetto ai politici alla cronaca del recente convegno sul passaggio generazionale.

Panini (Comix).

maggio 20, 2008

Beato te che vai in cielo, disse la supposta al missile (da “la tua tribù > battute”).

Gli alunni P, S, D, T, R, e C sono stati sorpresi a utilizzare il loro compagno F come ariete per aprire la porta dell’aula (da “sputtana il prof”).

Chi fa il mio mestiere (il pubblicitario) sa quanto sia difficile comunicare con i teenager, quanto siano giustamente sfuggenti a qualsiasi approccio persuasivo.

La Panini, nella sua community online “Se fa ridere è comix” ci fa vedere un bel modo di intrattenere un rapporto con i suoi giovani consumatori (ma sarebbe più corretto chiamarli prosumatori, cioè consumatori che producono contenuti), fatto di attenzione e ascolto.

Si ride parecchio, si ride su molti fronti, si ride praticamente sempre, cliccando sulle sezioni: leggi, ascolta, guarda i video, testati, cartelli, sputtana il prof, la tua tribù.

Il lavoro della redazione, che mi sembra assicuri al sito una costante dose di contenuti validi (e ben scritti), è integrato dai contributi del gruppo, che invia video, foto, battute e – naturalmente – commenti e voti su quanto inviato da altri.

Infine, il suggerimento pubblicitario dell’agenda di Comix, piccola clip animata inserita armonicamente nel sito (si vede cliccando su “agenda“), risulta del tutto accettabile.

Complimenti alla Panini per il suo lavoro, e grazie per la testimonianza a favore dei nostri studenti, di cui i media parlano sempre e solo nei gravi (ma sporadici) caso di bullismo, oscenità ecc.

Se la sensibilità, lo humour e l’intelligenza facessero notizia, iniziative come questa sarebbero più note.

Emporio Armani (profumi).

maggio 13, 2008

Giorgio Armani in persona, con tanto di foto e firma, dà il brief per l’advertising contest dei profumi Emporio Armani.

L’iniziativa, supportata tra l’altro da banner pubblicitari su Youtube, offre l’occasione di diventare “advertising manager” di Armani tramite la creazione di una campagna pubblicitaria di livello internazionale articolata su annunci stampa, manifesti e spot.

I premi, differenziati per livello di diffusione (nazionali e internazionali), vanno da un massimo di 10.000 euro a un minimo di un set di prodotti.

Mentre non si può dire che l’iniziativa sia particolarmente nuova (mi riferisco allo scenario generale, e non alla moda, dove forse può vantare un primato), la sensazione è che tutto sia fatto molto bene, tenendo nel giusto conto lo stato dell’arte dell’iniziativa user-generated.

Almeno così mi sembra mentre visito il sito.

Dagli “strumenti creativi” (loghi, caratteri, colori, musiche e specifiche varie) alla gallery organizzata secondo diversi criteri (più votati, più visti, per paese, autore, tipo di creazione) dall’organizzazione del giudizio di valutazione (internauti a livello nazionale, mister Armani + management per l’internazionale) alla creazione di varie community online su Youtube, Facebook e Eyeka (che non conoscevo) viene da dire che qui c’è tutto ciò che ci si aspetta da un contest per la pubblicità user-generated… non ultima l’opzione “blog this”.

Inoltre, curiosando tra le molte entries (se non erro circa 1600), pare di osservare un livello generale buono, che credo possa effettivamente portare a una buona campagna, firmata dai consumatori proattivi del brand Armani Parfums.

Una sola domanda per chi organizza i contest: il dare risalto ai “più votati” non è un elemento che può disturbare l’oggettività del giudizio? (Me lo chiedo tutte le volte che lo vedo, evidentemente è una prassi di cui mi sfugge qualcosa….).

Bea Italia.

aprile 30, 2008

Quando capito su un blog di argomenti tecnici ho una reazione ambivalente: sento l’estraneità dei temi, ma anche l’attrazione che provo sempre davanti a ciò che non so. A questa straniante sensazione, aggiungo poi un senso di responsabilità che cerco di darmi quando scrivo qui.

Insomma, un casino.

Con il blog Caffè con Bea, però, lo straniamento è stato più morbido e gradevole, perché – a cominciare dal nome, così italianamente amichevole – ho trovato questo blog decisamente umano, dalla voce chiara e credibile, pur sviluppandosi intorno a temi a me molto lontani, quali le architetture software e le soluzioni per l’information technology.

Cominciamo dal capire dove siamo: siamo a casa di una grossa azienda multinazionale (da aprile di proprietà Oracle), con sedi italiane a Roma e Milano, la cui vocazione è “aiutare le aziende a connettere persone, processi e informazioni”.

Venendo al blog, lo presenterei prima con le parole del direttore marketing Italia Middle East e Africa Paolo Furini nel comunicato stampa:

Uno spazio aperto – proprio come un bistrot di qualsiasi città – dove puoi entrare, sederti per leggere o scrivere i tuoi appunti di viaggio, sorseggiando un caffè virtuale.

che poi arriva anche a un’interessante osservazione marketing-oriented, sul blog stesso:

Non esiste praticamente nessun contenuto italiano indirizzato a CIO, architetti software o IT manager; esistono solo contributi in lingua inglese e tarati su mercati americani o inglesi. ‘Caffè con Bea’ vuole andare a riempire questo vuoto.

Le premesse del buon blog (passione e autorevolezza) si ritrovano a mio parere puntualmente, sia quando si riferiscono a questioni di carattere tecnologico, sia quando il campo si allarga a considerazioni più generali – come ad esempio le previsioni Forrester per il mercato del web 2.0/social computing, o articoli di taglio quasi generalista (penso all’interessante paragone tra la socialità via computer vs. la socialità faccia a faccia).

Credo che il valore del blog sia funzione del valore dei blogger, che si presentano in squadra piuttosto consistente e senz’altro qualificata. Uno spessore professionale e umano che ho potuto constatare anche curiosando in qualche blog personale (qui e qui, ad esempio).

Altre cose che mi sono piaciute:
-la metafora trasversale dell’acqua (dal payoff ai prodotti all’atteggiamento mentale): liquido, azienda liquida, pensieri liquidi, aqualogic… moltissimi e continui sono i riferimenti alla fluidità;
- i company profiles su Linkedin e Facebook:
- le interviste (anche video) ai clienti (qui, qui e varie altre).

Concludendo, credo si sia capito che… ho trovato il caffè piuttosto buono. :-)

Rimini Wellness.

aprile 21, 2008

Rimini Wellness è la fiera di fitness e wellness più importante in Italia e, da alcuni mesi, è anche un blog.

Dall’impostazione generale ai contenuti specifici, il Rimini Wellness Blog – su Live Spaces – sembra avere tutte le carte in regola.

Videoreport, sondaggio “vota il mio spaces”, album delle foto del blog, visitor locations, archivi e feed vari: sembra non mancare nulla… poi guardi meglio e vedi che i post sono 10, in 6 mesi. (Ma per fortuna gli ultimi 3 sono tutti di questi giorni… che l’avvicinarsi della fiera stia svegliando i blogger?)

Ecco da dove veniva quel senso di vuoto… e pensare che gli articoli pubblicati sono molto interessanti e toccano con pertinenza molte diverse aree del mondo fitness/wellness: stili di vita salutari, alimentazione all’aperto, fitness online

Insomma, il Rimini Wellness blog mi sembra una bella macchina, pronta con il motore acceso e il pieno di benzina, ma ferma davanti al garage.

Anche se quegli ultimi tre post forse significano che qualcuno ha ingranato la marcia…


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