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Sira.

giugno 28, 2008

Insonorizzazione industriale: questo il ramo di attività dell’azienda torinese che – per usare le parole dell’apposito comunicato stampa – ha deciso di investire in comunicazione con il Web 2.0.

Tale investimento ha preso la forma di un corporate blog su piattaforma blogspot, un album su Flickr e un canale su Youtube.

Molto bene, verrebbe da dire, vedendo che perfino le aziende di natura profondamente industriale come questa si avvicinano all’ascolto e alla conversazione in rete… ma.

Ma – diceva Gianni Morandi – si può dare di più.

Lungi da me la tentazione di dare giudizi, ma dopo quasi un anno di recensioni di corporate blog e strumenti simili, comincio a pensare che si stia formando una soglia minima (in termini di completezza e interesse della “proposta blog”) senza i quali il blog finisce per assomigliare di più a un secondo sito, che non a un luogo di conversazione e scambio, com’è nella sua natura.

(Magari questa soglia c’è sempre stata, ma forse i primi ad avventurarsi nei blog aziendali potevano godere del vantaggio della novità, che li favorivano per scarsità di riferimenti. Ormai però il corporate blogging è talmente diffuso, che sta facendo diventare tutti più esigenti, secondo me).

Sono riflessioni che mi nascono anche per il tono a mio parere troppo “siamo-un’azienda-leader-con-vent’anni-di-esperienza” che caratterizza i filmati su Youtube…

Anche qui, niente contro i leader con esperienza, ma la rete ci insegna che occorre qualcosa di più del “linguaggio aziendalese” per interessare e coinvolgere: possibile che Youtube non offra filmati più intriganti, da affiancare alle monografie video sull’azienda?

Inoltre, piccole-grandi cose come una presentazione di chi scrive, un blogroll, qualche link in più all’interno dei post, magari un intervento più personale e meno tecnico ogni tanto, sono tutti elementi che potrebbero aiutare a sviluppare quella conversazione che, al momento, mi pare assente dal sito.

Perché è vero che il rumore fa ammalare, ma anche un blog in totale e isolato silenzio non fa poi tanto bene!…

Europ Assistance.

giugno 16, 2008

Il primo blog non si scorda mai, al massimo si migliora.

Devono aver pensato così, a Europ Assistance, quando hanno deciso di aggiornare la piattaforma dello storico (dal settembre 2005) primo blog per inaugurare, pochi giorni fa, l’attuale corporate blog.

Diciamo subito che il blog “storico” ha fatto secondo me un buon servizio a tutto il settore, dimostrando che anche (o dovrei dire perfino?) una società assicurativa può dialogare in modo trasparente con il proprio mercato, riuscendo ad avere uno scambio su argomenti che vanno dal viaggi in gravidanza alle promozioni sulle polizze alle iniziative di solidarietà.

Peraltro, la nota dolente di questo sito era forse la scarsità di post (solo 30 in quasi 3 anni) e – vista con gli occhi di un navigatore del 2008 – la dotazione un po’ scarsa del blog.

Problemi che saranno risolti con la nuova edizione del sito? A sei giorni dall’inaugurazione è presto per dirlo, anche se è piacevole notare l’evoluzione della piattaforma, che ora comprende una esaustiva presentazione dei blogger, una buona selezione di link a siti e blog di viaggio, una bella raccolta di immagini su Flickr e un video da Youtube.

E’ anche presente sul sito un concorso a premi per festeggiare i 40 anni di assistenza della compagnia francese.

Panini (Comix).

maggio 20, 2008

Beato te che vai in cielo, disse la supposta al missile (da “la tua tribù > battute”).

Gli alunni P, S, D, T, R, e C sono stati sorpresi a utilizzare il loro compagno F come ariete per aprire la porta dell’aula (da “sputtana il prof”).

Chi fa il mio mestiere (il pubblicitario) sa quanto sia difficile comunicare con i teenager, quanto siano giustamente sfuggenti a qualsiasi approccio persuasivo.

La Panini, nella sua community online “Se fa ridere è comix” ci fa vedere un bel modo di intrattenere un rapporto con i suoi giovani consumatori (ma sarebbe più corretto chiamarli prosumatori, cioè consumatori che producono contenuti), fatto di attenzione e ascolto.

Si ride parecchio, si ride su molti fronti, si ride praticamente sempre, cliccando sulle sezioni: leggi, ascolta, guarda i video, testati, cartelli, sputtana il prof, la tua tribù.

Il lavoro della redazione, che mi sembra assicuri al sito una costante dose di contenuti validi (e ben scritti), è integrato dai contributi del gruppo, che invia video, foto, battute e – naturalmente – commenti e voti su quanto inviato da altri.

Infine, il suggerimento pubblicitario dell’agenda di Comix, piccola clip animata inserita armonicamente nel sito (si vede cliccando su “agenda“), risulta del tutto accettabile.

Complimenti alla Panini per il suo lavoro, e grazie per la testimonianza a favore dei nostri studenti, di cui i media parlano sempre e solo nei gravi (ma sporadici) caso di bullismo, oscenità ecc.

Se la sensibilità, lo humour e l’intelligenza facessero notizia, iniziative come questa sarebbero più note.

Emporio Armani (profumi).

maggio 13, 2008

Giorgio Armani in persona, con tanto di foto e firma, dà il brief per l’advertising contest dei profumi Emporio Armani.

L’iniziativa, supportata tra l’altro da banner pubblicitari su Youtube, offre l’occasione di diventare “advertising manager” di Armani tramite la creazione di una campagna pubblicitaria di livello internazionale articolata su annunci stampa, manifesti e spot.

I premi, differenziati per livello di diffusione (nazionali e internazionali), vanno da un massimo di 10.000 euro a un minimo di un set di prodotti.

Mentre non si può dire che l’iniziativa sia particolarmente nuova (mi riferisco allo scenario generale, e non alla moda, dove forse può vantare un primato), la sensazione è che tutto sia fatto molto bene, tenendo nel giusto conto lo stato dell’arte dell’iniziativa user-generated.

Almeno così mi sembra mentre visito il sito.

Dagli “strumenti creativi” (loghi, caratteri, colori, musiche e specifiche varie) alla gallery organizzata secondo diversi criteri (più votati, più visti, per paese, autore, tipo di creazione) dall’organizzazione del giudizio di valutazione (internauti a livello nazionale, mister Armani + management per l’internazionale) alla creazione di varie community online su Youtube, Facebook e Eyeka (che non conoscevo) viene da dire che qui c’è tutto ciò che ci si aspetta da un contest per la pubblicità user-generated… non ultima l’opzione “blog this”.

Inoltre, curiosando tra le molte entries (se non erro circa 1600), pare di osservare un livello generale buono, che credo possa effettivamente portare a una buona campagna, firmata dai consumatori proattivi del brand Armani Parfums.

Una sola domanda per chi organizza i contest: il dare risalto ai “più votati” non è un elemento che può disturbare l’oggettività del giudizio? (Me lo chiedo tutte le volte che lo vedo, evidentemente è una prassi di cui mi sfugge qualcosa….).

Bea Italia.

aprile 30, 2008

Quando capito su un blog di argomenti tecnici ho una reazione ambivalente: sento l’estraneità dei temi, ma anche l’attrazione che provo sempre davanti a ciò che non so. A questa straniante sensazione, aggiungo poi un senso di responsabilità che cerco di darmi quando scrivo qui.

Insomma, un casino.

Con il blog Caffè con Bea, però, lo straniamento è stato più morbido e gradevole, perché – a cominciare dal nome, così italianamente amichevole – ho trovato questo blog decisamente umano, dalla voce chiara e credibile, pur sviluppandosi intorno a temi a me molto lontani, quali le architetture software e le soluzioni per l’information technology.

Cominciamo dal capire dove siamo: siamo a casa di una grossa azienda multinazionale (da aprile di proprietà Oracle), con sedi italiane a Roma e Milano, la cui vocazione è “aiutare le aziende a connettere persone, processi e informazioni”.

Venendo al blog, lo presenterei prima con le parole del direttore marketing Italia Middle East e Africa Paolo Furini nel comunicato stampa:

Uno spazio aperto – proprio come un bistrot di qualsiasi città – dove puoi entrare, sederti per leggere o scrivere i tuoi appunti di viaggio, sorseggiando un caffè virtuale.

che poi arriva anche a un’interessante osservazione marketing-oriented, sul blog stesso:

Non esiste praticamente nessun contenuto italiano indirizzato a CIO, architetti software o IT manager; esistono solo contributi in lingua inglese e tarati su mercati americani o inglesi. ‘Caffè con Bea’ vuole andare a riempire questo vuoto.

Le premesse del buon blog (passione e autorevolezza) si ritrovano a mio parere puntualmente, sia quando si riferiscono a questioni di carattere tecnologico, sia quando il campo si allarga a considerazioni più generali – come ad esempio le previsioni Forrester per il mercato del web 2.0/social computing, o articoli di taglio quasi generalista (penso all’interessante paragone tra la socialità via computer vs. la socialità faccia a faccia).

Credo che il valore del blog sia funzione del valore dei blogger, che si presentano in squadra piuttosto consistente e senz’altro qualificata. Uno spessore professionale e umano che ho potuto constatare anche curiosando in qualche blog personale (qui e qui, ad esempio).

Altre cose che mi sono piaciute:
-la metafora trasversale dell’acqua (dal payoff ai prodotti all’atteggiamento mentale): liquido, azienda liquida, pensieri liquidi, aqualogic… moltissimi e continui sono i riferimenti alla fluidità;
- i company profiles su Linkedin e Facebook:
- le interviste (anche video) ai clienti (qui, qui e varie altre).

Concludendo, credo si sia capito che… ho trovato il caffè piuttosto buono. :-)

Enermax Italia.

aprile 7, 2008

Enermax, produttore di alimentatori e periferiche per PC, si autodichiara Azienda con le Orecchie nel primo post del blog.

Potevo negare la mia attenzione? ;-)

Ecco come ho conosciuto il blog Enermaxit, dove, per la verità si parla una lingua che non conosco per nulla, quella dei tecnici informatici.

Anche non conoscendo quella lingua, però, credo di cogliere interessanti segnali di attenzione e vivacità, grazie a una home page stimolante e collaborativa (sondaggio, cartina, video, skype me, linkedin profile del marketing manager… oltre agli archivi, feed e abituale ambaradan) e ad un’attitudine alla scrittura piuttosto sciolta, che spazia dalle news più prettamente tecniche agli inviti professional-mondani, dai contest online alle ricerche di personale.

La sensazione che dà il blog, anche da non tecnici, è di un’azienda dalla voce dinamica e stimolante, che parte dall’ascolto per entrare nella conversazione con i giusti toni.

Infine, noto che c’è in azienda un precedente di corporate blogging (in verità meno pimpante di quello italiano), quello di Enermax Usa.

Sarebbe interessante sapere quali considerazioni ci sono state in azienda (e se ce ne sono state) da parte dei due marketing manager.

Alfa Romeo (Mi.To).

marzo 28, 2008

Il gruppo Fiat, in rete, ci ha abituati molto bene.

Prima il blog di Bravo, caso-pioniere di enorme successo. Poi il lancio di Cinquecento, altro approccio che ha fatto scuola, cui ha fatto seguito l’esordio nel mondo blog di Abarth.

I riscontri sono stati molti e, credo, ampiamente positivi.

Ora è il turno di Alfa Romeo, in procinto di lanciare la sua nuova Mi.To sul mercato delle auto medie, senz’altro uno dei più difficili.

Ecco quindi Alfamitoblog.

Fa piacere vedere che la blogosfera continua ad essere un riferimento per i vertici del gruppo automobilistico italiano, e questa volta viene concesso ai lettori del blog addirittura di svelare in anteprima il nuovo modello:

Prima dei giornalisti.

Prima degli addetti ai lavori.

E certamente prima dei tuoi amici.

Incontra la nuova Alfa Mi.To!

Puoi passare una giornata a contatto con gli esperti che l’hanno pensata, disegnata e realizzata.
Diventerai uno dei protagonisti dei video che svelano in anteprima le caratteristiche della piccola più grintosa e sportiva del mondo.

Iscriviti su questo blog e spiegaci perché vuoi essere scelto.

Con queste parole si è subito “tirati dentro”. Come resistere?

Il modulo si riempie al volo, ed eccoci parte di questo bel gioco. Siamo diventati testimoni attivi e partecipi del lancio della nuova auto.

Non ho dubbi che anche questo blog di Casa Fiat sarà un successo, ma va detto, a onor del vero, che operazioni come questa si stanno giustamente diffondendo, e questo, è logico, toglie efficacia.

E’ quindi altrettanto logico, a mio parere, evolvere gli approcci per mantenere una soglia di interesse speciale, in un mondo in cui “il blog di lancio” si avvia a diventare “il solito blog di lancio”.

(So che a qualcuno sembrerà prematuro, ma io credo che questi fenomeni abbiano dinamiche molto più veloci di quelle cui siamo abituati).

Mi vengono queste considerazioni perché, visitando il blog, ho avuto la netta sensazione di una spinta propositiva un po’ in calo, rispetto ai casi citati sopra.

Qualche confusione nell’organizzazione del sito, un template un po’ povero (se paragonato a Bravo) e non tanto friendly, pochi link nel blogroll (e tutti del mondo Alfa)… queste sono le cose che mi hanno fatto riflettere.

Per contro, va senz’altro lodata l’idea del coinvolgimento attraverso il concorso “sarai tu?”, e il videoracconto del blogger Enrico – conosciuto nella blogosfera come Suzukimaruti – primo dei fortunati prescelti per l’incontro ravvicinato in anteprima.

A proposito, Enrico, mi ha sorpreso non trovare nulla di tutto questo sul tuo blog, come mai? Pruderie, riservatezza, accordi, timori… o conflitti d’interesse con il nome del blog? ;-)

Voglio concludere, in ogni caso, esprimendo soddisfazione e gratitudine, come blogger italiano, di vedere la prima azienda industriale nazionale all’avanguardia nell’utilizzo della rete. Avercene!

Fonte: Blogs4biz.

Volo Italia.

marzo 17, 2008

Volo Italia è un’azienda piemontese attiva nel settore delle forniture impiantistiche per autofficine, carrozzerie, concessionarie auto e industrie.

Così si presenta l’azienda in linguaggio pubblicitario:

Tutta l’energia che serve, dove serve, quando serve.

…e in linguaggio “di prodotto”:

Distributori Aerei/Terra multi utenze

Aria – Liquidi – Energia – Aspirazione

Personalizzabili per officine, carrozzerie, pit stop, gommisti, concessionarie, industrie.

Se non avete capito molto, siete in linea con me.

Ho infatti dovuto concentrarmi per “entrare” nel blog dedicato a questi prodotti e servizi, più di quanto non faccia normalmente.

Qualcuno dirà – segno che stai invecchiando… come negarlo.

Ma il senso della mia osservazione era un altro: la difficoltà di approccio è, a mio modesto parere, la cifra di questo sito che – peraltro – denota visione (nella scelta di fare un blog), assiduità (nella frequenza dei post), competenza (nel contenuto degli stessi).

Non credo che si sia trattato di una scelta consapevole, ma l’impressione che queste pagine danno è di chiusura: prima di tutto per l’argomento ultratecnico, che sembra dire tra le righe “vai via, non è per te”; secondariamente per la registrazione obbligatoria richiesta per il commento, secondo me forte deterrente alla partecipazione. (Anche l’assenza di qualsiasi riferimento personale a chi scrive, pur presente con il proprio nome sotto il titolo dei post, non aiuta).

Niente di male ad usare linguaggi tecnici in argomenti tecnici, per carità, ma siamo proprio sicuri che sia conveniente – anche da un punto di vista tecnico – isolarsi in quella che è un’approfondita, continua disamina dei propri articoli (intercalata ogni tanto da osservazioni di carattere generale)? Non sarebbe più interessante, anche per l’azienda, un minimo di scambio e di conversazione, attraverso un atteggiamento meno centrato su se stessi?

Mi rimane il dubbio di trovarmi davanti a una piattaforma “interna” all’azienda, ma allora qual è il senso di una richiesta progetto o richiesta informazioni?

Ripeto: non penso che si sia deliberatamente voluto creare un ambiente chiuso, sono più propenso a pensare che il blog si sia evoluto così per inerzia, quindi forse può essere utile una piccola riflessione:

Un blog non può essere un sito aziendale dove esporre (in foto e video) i propri prodotti e null’altro.

Può dare molto di più.

Avendo avuto la felice intuizione di crearlo, perché non usarlo al meglio?

Zopa Italia.

febbraio 18, 2008

Un bellissimo caso di azienda che non solo “ha le orecchie”, ma che su queste – cioè sulla capacità di ascoltare le esigenze del mercato – ha costruito se stessa.

Sto parlando di Zopa, pioniere mondiale del social lending, il prestito tra privati, da alcuni mesi anche in Italia. Nata dall’esperienza britannica, partita nel 2005, Zopa Italia è una delle tre unità “Zopiane” al mondo (la terza è statunitense).

Cos’è il social lending? Una cosa che “più ci pensi e più ti accorgi che ha senso”, come dicono loro.

In pratica ci si presta i soldi tra privati, con tutte le garanzie di una società per azioni regolarmente autorizzata dall’Ufficio Cambi e una adeguata base istituzionale.

Con vantaggi per tutti, per chi presta i soldi e per chi se li fa prestare. Un vantaggio reciproco, reso possibile dall’esclusione dal meccanismo di banche e finanziarie.

Non sono un esperto finanziario (su questo fronte mi fido dei commenti del blog più che di qualsiasi banca) ma il fatto che Zopa nasca da chi ha avuto ruoli importanti in società protagoniste dell’economia di questi anni quali Skype e Ebay mi suggerisce che forse qualcosa si sta muovendo anche nel paludato mondo finanziario.

E come si muove bene: blog, contest, e soprattutto spiegazioni chiare e trasparenti senza giri di parole che ci fanno capire come potrebbe essere un po’ migliore anche quel mondo dove i temi sono i conti che non tornano, le esigenze impreviste, il caro vita…

Senza contare che l’altra faccia di Zopa (a proposito, il nome deriva da una teoria economica e significa Zone of Possible Agreement) sono i prestatori, cioè coloro che impiegano il loro denaro, a condizioni interessanti, da loro stessi stabilite nella loro offerta.

Da notare che, se da un lato i richiedenti sono verificati e organizzati in varie fasce di affidabilità (da A+ che equivale a una affidabilità eccellente a C che sta per un’affidabilità buona, fermandosi quindi a un livello di rischio al di sopra della media), dall’altro lato chi impiega il proprio denaro è garantito sia da un tasso di insolvenza molto basso, sia dal frazionamento accurato (se presti almeno 500 euro, la cifra è ripartita tra almeno 50 richiedenti), oltre che dalla totale estraneità agli sbalzi dei mercati finanziari, che – come detto – rimangono lontani da questo scambio tra esseri umani.

Che altro dire?

E’ bello constatare come la rete – che altro non è che… tutti noi – possa realmente migliorare il mondo in cui si vive.

E non sono solo io a dirlo, come dimostra la nutrita rassegna stampa.

Microsoft Italia.

febbraio 10, 2008

32 blogger interni alla sede italiana del colosso di Redmond, già 11 post in pochi giorni, un’apertura al dialogo davvero notevole, cui tutta la blogosfera sta già dando molta attenzione.

Siamo in un settore – la tecnologia – dove le attività online rivestono tradizionalmente molto interesse e sono per certi versi più scontate, ma il blog Mclips di Microsoft Italia parte già con un’impostazione del tutto degna di nota, al di là del settore di appartenenza.

La scelta caratterizzante, a mio parere, è quella di dare voce a tutti i dipendenti che lo desiderino (32 su quasi 900, finora, coloro che hanno aderito al blog), in ossequio al principio “diamo voce anche a chi non ha voglia/tempo/interesse di aprire il proprio blog, perché anche loro posso avere cose interessanti da dirci”.

Da notare che molti blogger interni hanno anche il proprio blog personale, che compare regolarmente in blogroll.

[Un dato di riferimento, che lascia capire a che dimensioni può arrivare il corporate blogging: i blogger interni in Microsoft USA sono circa 3.200 (da "Clear Blogging" di Bob Walsh, Apress, 2007)].

La Tag cloud parla di Opportunità lavoro (lodevole l’approccio social alla ricerca di personale) , Prodotti e Soluzioni, Windows Vista, Tempo libero.

Anche se è presto per dire quale strada prenderà il blog, a me sembra che i presupposti siano assolutamente buoni, e che la pluralità delle voci possa contribuire a quell’opera di umanizzazione e apertura di questo gigante del software così impopolare in passato, e così crescentemente amato dalla blogosfera, a partire dal famoso caso Scobleizer.

Per me è impossibile, infatti, non ricollegare Mclips al famoso blog, scritto da Robert Scoble internamente a Microsoft intorno al 2003, che ha iniziato questo processo, mettendo tra l’altro le basi del bestseller sul corporate blogging “Naked Conversations” (memorabile, nel blog, la sua “lettera a Bill Gates” del 19 dicembre 2004, per stimolarlo a sviluppare l’anti-iPod, dove la terza riga recita: open source the product development…)

Entrando nello specifico, decisamente divertente il video sull’ultimo giorno di Bill Gates al lavoro, dove lo vediamo alle prese con una improbabile quanto esilarante ricerca di nuova occupazione, mentre appare un po’ rigido qualche altro filmato, dove ho avuto l’impressione di un linguaggio un po’ aziendalese. Ma sorridiamo di nuovo con The Lone Server, tragicomico videoracconto dell’ultimo server Windows 2003 in circolazione.


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