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Dema.

novembre 16, 2007

Ciabatte. In questo blog di parla di ciabatte (nicchia, that is).

Un blog semplice e aggraziato, nato forse più per tenere ordine nelle comunicazioni interne, che però non dimentica mai… il resto del mondo, evidentemente per la sana curiosità che fa onore al suo autore, socio e consigliere d’amministrazione dell’azienda, Antonangelo de Martini.

De Martini, il cui blog è già stato recensito da Blogs4biz (che è dove l’ho trovato anch’io, grazie Alessio) lamenta però poca attenzione da parte della rete: dopo un anno, il post più visto continua a essere quello delle bellone!

Che fare quindi?

Le prime cose che vengono in mente sono, semplicemente, dotare il sito di un blogroll, un archivio dei post, un profilo biografico, una mascotte… qualcosa!

Perché questa austerità severa nell’impostazione, quando gli articoli sono sempre frizzanti, anche quando si parla del controllo ordini?

Comunque, ho trovato ammirevole l’approccio “consumer oriented” nei confronti della concorrenza: tutto il campionario visibile a tutti su flickr, notizie ricorrenti sulle iniziative “nemiche”, esortazioni all’apertura.

Poi, oltre alle foto su Flickr, Zoomr, Picasaweb, Dema ha creato anche un canale in streaming video con Ustream.tv (che però non ho trovato: il collegamento è rotto? è finita l’avventura?)

In generale, le cose che mi hanno divertito di più sono le curiosità: le ciabatte con manico estensibile per uccidere gli scarafaggi, o quelle con contenitore per liquidi/apribottiglie incorporato… oltre ai prodotti dema, belli e a volte anche spiritosi (tra l’altro l’header del blog riprende il riuscito motivo decorativo di una calzatura).

Rcs (Gazzetta dello Sport).

novembre 10, 2007

Si chiama Gazzaspace, è la community della Gazzetta dello Sport.

Con questo insieme di iniziative ben mixate, il popolare quotidiano sportivo invoglia i lettori internet-oriented a fare di Gazzaspace uno dei loro centri di aggregazione online.

Nel dettaglio, la community prevede:

- creazione network di amici

- forum

- condivisione foto e video a tema sportivo

- votazione dei contenuti da parte degli altri membri

- piattaforma blog (possibilità riservata agli utenti più attivi)

- convenzioni con hotel e esercizi commerciali

- programma raccolta punti con premi a estrazione

- diversi livelli di membership status, mediante punteggi forniti dalla redazione (30 punti per post, 75 per foto, 2500 per acquisto abbonamento annuale…)

- accesso a tutti i servizi di Gazzetta.it e di Corriere.it (trovolavoro, trovocasa, edicola, store)

- creazione di sondaggi

- premio al miglior neoiscritto del mese

Credo che Gazzaspace sia più un social network che uno strumento di marketing dell’ascolto, se con questa espressione intendiamo il modo in cui un brand o un’azienda si mette a dialogare con il proprio mercato.

D’altro canto, non si può negare che fornire a una comunità i mezzi per esprimersi e dialogare al proprio interno sia – anch’esso – un modo di favorire la “grande conversazione online”.

Tutto sta a capire se esiste la volontà di seguire la creatura e ascoltarne le molteplici voci.

Pur non avendo dati sul suo andamento, mi pare che il caso di Gazzetta dello Sport sia un esempio virtuoso.

Fonte: Nova 24/Il Sole 24 Ore.

Ferrari.

novembre 10, 2007

La Rossa di Maranello è: un brand, un’auto, una divinità dell’olimpo sportivo, un sogno, una bandiera dell’Italia, un’azienda con i fiocchi.

Ed anche una internet community molto articolata.

Come si può immaginare, il sito Ferrari offre ai navigatori appassionati di tutto e di più, ma molte parti del sito sono riservate a chi effettua la registrazione a pagamento. (Esiste un livello “guest” gratuito, ma non permette di fare quasi nulla, a parte guardare la vetrina col naso schiacciato sul monitor).

La sezione FerrariWorldBlog presenta una piattaforma formata da tre siti, tutti blog: quello scritto da Felipe Massa, quello curato dalla redazione, denominato FerrariWorld Staff, e quello scritto in prima persona dai lettori accreditati, Box Ferrari.

Il tutto accompagnato, con lo spirito competitivo che non può mancare in questo mondo, dalla pole position dei commenti e relativi blogger, cioè la sezione dove sono riportati gli utenti più attivi (con numero di commenti) e i blog più commentati.

Un piccolo-grande universo interattivo che è ben presentato nella pagina del “comesifa”, e costituisce un insieme di grande interesse per chiunque voglia avvicinarsi (e magari farsi sentire) in quel mitico ambiente ferrarista.

Leggere le impressioni di Felipe Massa può effettivamente essere bello per un appassionato, rispondergli poi deve essere qualcosa di elettrizzante.
Come immagino possa essere interessante leggere periodicamente degli articoli dedicati espressamente alla community, come quelli disponibili nel blog di redazione.
E per chi si dimostra attivo nel commentare, e sufficientemente interessato a scrivere regolarmente, si può aprire la porta del blog Box Ferrari, dove diventare blog editor ufficiale.

Che dire? Inutile che faccia finta.

Pur vergognandomi un po’ (mi sembra di essere un traditore della patria!) e sentendomi una piccola nullità di fronte a questa magnifica realtà economica-mediatico-sportiva che fa onore a tutti gli italiani, me compreso – sono rimasto un po’ perplesso.

Per due fattori: il fatto di doversi registrare per fare qualsiasi cosa (compreso commentare i blog), e il fatto di dover pagare per poter scaricare il salvaschermo che preferisco, o vedere un video.

In tempi in cui il New York Times mette a disposizione la propria informazione gratis, i ferraristi devono mettere mano al portafogli per avere la Ferrari sullo sfondo del PC?

Comunicazione di servizio. Partita iva.

novembre 5, 2007

Mi è stato fatto notare che il sito di Aziende con le Orecchie non presenta nessun n. di partita iva, e per questo motivo potrebbe essere assimilato ad iniziative in qualche misura poco serie, volte alla ricerca di facili posizionamenti sui motori di ricerca.

Mentre mi occupo di approfondire l’argomento ed eventualmente inserire nuove indicazioni nell’header del blog, indico nuovamente i miei riferimenti (sono già presenti nelle pagine di presentazione del sito), personali e fiscali:

Massimo Carraro, socio di Monkey Business/advertising in the jungle srl, p.i. 12427840157.

Aia (Carne al Fuoco).

ottobre 26, 2007

Un brand nato da un sito Internet: qualcosa che non succede spesso, specie nel largo consumo.

E invece è successo: Carne al fuoco è il nome della Internet community di 2.500 persone che si ritrova sull’omonimo sito, di proprietà Aia, che ha da poco esteso il suo marchio anche alle carni suine.

L’idea della comunità barbecue-oriented è istintivamente simpatica, e credo che proprio l’innata tendenza alla convivialità allegra di questa attività sia il segreto del successo dell’idea.

Il sito presenta una serie di sezioni (tutte piacevolmente in tema, come si capisce dalle definizioni, frutto di un buon lavoro di copy) che vanno dalla newsletter “posta infuocata” al forum compagni di griglia, dal meteo “tempo di cottura” alle immagini fotografiche “BBQ cards”.

Non mancano spunti di carattere diverso, quali gli incontri con artisti e scrittori (Bertolucci, Kusturica) sul tema del cibo attraverso l’arte, nell’ambito del progetto GNAM (Gastronomia nell’Arte Moderna), a Parma fino al 6 gennaio 2008, oppure il gioco interattivo, o il sondaggio… sulla griglia.

Insomma, il marketing dell’ascolto lavoro bene a bordo griglia, e gli argomenti di conversazione sono decisamente appetitosi: complimenti e buon appetito!

Fonte: Unconventional Marketing.

Italia Independent.

ottobre 26, 2007

Stile, qualità, artigianato.
Reloaded.

Questo in sintesi lo spirito del nuovo marchio italiano creato sulla scena internazionale, con l’intenzione di:

ripensare il Made in Italy

farlo uscire dagli stereotipi

innestare velocità all’artigianalità

abbinare la contaminazione allo stile

sostituire la naturale imperfezione alla soporifera (e spesso simulata) eccellenza

passare dallo status symbol al “me unique symbol”

passare dalla collezione ai pezzi unici e personalizzabili

(dall brand book scaricabile dal sito)

Siamo nella moda, nella moda di lusso (lusso reloaded, s’intende), e lo spirito è quello di una fortissima indipendenza, dichiarata appunto fin dal nome.

I personal belongings sono i prodotti di Italia Indipendent (abbigliamento, accessori per la persona e per la casa e altri oggetti di pregio) e vengono commercializzati sia in una serie di negozi in tutto il mondo, sia tramite il sito.

Tutto è estremamente, fortemente, dichiaratamente 2.0 (perfino il payoff: Made in Italy 2.0). Questa sembra una marca nata da un blogger, non un blog nato da una marca. E’ una critica? E’ una lode? Non lo so, però è una scommessa che mi piace, dallo stile forte e personale come quello del suo fondatore, un italiano un po’ speciale, dal nome strano.

Blog ben scritto, ben aggiornato, ben commentato, curioso e appassionato.

Il Piccolo.

ottobre 21, 2007

Torniamo nel mondo dell’interior design, progettazione e vendita di arredamento di interni, con IlPiccoloD+ Interior Furnishing Blog, strumento di marketing dell’ascolto di una società milanese operante nel settore da più trent’anni: Il Piccolo di Milano.

Il blog è bello è interessante, con molti contenuti di segno diverso, ma accomunati, ancora una volta, dalla passione di chi scrive, evidentemente competente e sufficientemente innamorato del proprio lavoro per coinvolgerci (ma perché non ti presenti, my friend?…).

Dalle considerazioni sul marketing dei marchi di successo alla presentazione di nuovi arredi – passando per tecnologie innovative, pillole di cultura professionale e momenti personali – questo blog conversa in modo amabile e intelligente da quasi un anno.

Da segnalare l’iniziativa “Carpet reloaded – il tappeto reinventato” che, facendo forse il verso a un aggettivo che va di moda nella blogosfera marketing-oriented, è stato un evento sul tema “tappeti”, che per un paio di mesi ha anche dato vita a un blog a se stante.
Peccato che – se interpreto bene – finito l’evento sia finito anche il blog.

Sony (Playstation).

ottobre 21, 2007

Per la seconda volta, da quando esiste Aziende con le Orecchie, parlo di un’azienda non italiana, cosa che mi ero ripromesso di non fare, in quanto la missione del sito riguarda le aziende nazionali.

Entrambi le eccezioni si giustificano con il fatto che è il nostro marketing italiano che le ha fatte nascere. Un elemento, secondo me, che rischia di farci apparire innovatori su scala internazionale.

Playstation è una parola che fa sognare, e la sua attività di ascolto/conversazione nella blogosfera rende giustizia all’eccellente tradizione culturale di questo oggetto/brand… e mi verrebbe da dire anche lifestyle, se penso alla passione di certe persone.

Secondo me questo è un blog di riferimento, per tanti motivi.

Dovessi fare una lista di questi, prima di tutto indicherei la passione (l’autore del blog dichiara di aver detto insert coin anziché mamma, come prima parola…)

Non diceva forse Robert Scoble che il buon blogging si basa su passione e autorevolezza? Ci siamo. Per l’autorevolezza, direi che la parolina Sony basta e avanza.

Poi ci sono tante altre cose che ho assolutamente apprezzato. La prima che vedi: in alto a destra, incontriamo subito chi scrive, che ha l’urbanità di dirci che lavoro fa e di cosa intende parlare, e ci mette pure la faccia.

Leggendo, si trova tutto quello che un appassionato si può aspettare (per sua fortuna, direi): novità sulle ps, notizie sui giochi, eventi aperti al pubblico, anticipazioni, filmati, curiosità.

Post frequenti e ben scritti, commenti costanti e approfonditi.

Non è un caso che l’agenzia dietro a tutto questo sia Ad Majora di Mauro Lupi, lui stesso uno dei blogger più piacevoli nonchè apprezzati della blogosfera italiana.

Unilever (Bertolli Santa Rosa).

ottobre 7, 2007

Una coppia.

Una coppia di marchi, una coppia di prodotti, una coppia come idea di comunicazione.

Mi riferisco all’olio Bertolli e alla passata di pomodoro Santa Rosa, al centro di una campagna di comunicazione multicanale basata, appunto, sull’idea di coppia.

Dopo aver sentito lo spot radio che lo pubblicizzava, sono andato a vedere il sito dell’iniziativa Guardachecoppia.it.

Foto, video, fotoromanzo, e anche un tour per le città d’Italia con festa di matrimonio tra olio e passata, a cui presentarsi rigorosamente… in coppia (previo registrazione sul sito). Sponsor Kodak e Francorosso.

Il tutto condito (!) con premi, superpremi e classifiche user-generated.

Al momento della mia visita, il sito presentava ben 1502 foto. Minore invece sembra essere stata la risposta sui fronti video (48) e fotoromanzo (66).

In settembre sono stati annunciati i primi vincitori del concorso. Qui la foto della coppia vincente.

Che dire?

Credo che sia tutto giusto, in questa iniziativa, ma anche tutto un po’ freddo.

Nonostante la natura mediterranea dei prodotti, sento la mancanza di un po’ di calda umanità, quel tocco umano che è evidentemente impossibile demandare completamente ai contributi degli utenti.

Abarth.

ottobre 7, 2007

Chi ha una quarantina d’anni e ama le auto non può non ricordare il nome Abarth, l’azienda di quel signore che inventò i kit di elaborazione sportiva per auto, commercializzati utilizzando innovative tecniche di marketing.

Oggi quell’azienda è rinata, con il nome di Officine Abarth, nella sede storica torinese. Il suo Ceo è Luca De Meo, già incontrato su queste pagine parlando del blog Fiat Bravo.

Con la velocità tipica del marchio, il giorno prima dell’inaugurazione dell’azienda, è stato inaugurato anche il blog, con un post di De Meo (Benvenuti sulla cattiva strada).

Sul blog si trovano informazioni sulle auto in vendita, news sportive dal mondo dei rally, info tecniche, foto e video (sezioni dedicate su Flickr e Youtube), e una divertente sezione Fun dove si trovano un paio di spottini veramente simpatici.

I post sono scritti da Salvatore Iuzzolini, Lucio Berta (mktg), Raffaella Remondetti (arc leo burnett), Carlo Croci (autore indipendente) e dai co-blogger Salvatore e Lucio. Tutti supportati dai manager Abarth, presentati in questo post.

Mi sembra che Abarth abbia fatto una partenza bruciante e – anche se tenere un blog forse assomiglia più a una gara di regolarità che di velocità – penso proprio che questa impostazione darà all’azienda delle buone soddisfazioni (come sembra già dimostrare il numero dei commenti pubblicati).

La prova, adesso, è la tenuta nel tempo.

Fonte: Web A-Ziende.


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