Edelman Italia.

9 dicembre 2005.

Partirei da questo “dato” per comprendere l’importanza di questo blog, appunto nato oltre due anni fa, dimostrando intelligente lungimiranza, forse ispirata anche da uno dei ceo blogger più conosciuti, il presidente (e figlio del fondatore) Richard Edelman, blogger dal settembre 2004.

Edelman Italia è la filiale nostrana di una società di Pubbliche Relazioni e – dato il suo settore di attività, la consulenza – mi sono chiesto se rientrasse nei criteri previsti da questo sito, non certo per presunzione ma per serietà rispetto agli obiettivi (parlare delle aziende italiane che intraprendono politiche di marketing dell’ascolto). In sintesi, questa la domanda che mi sono rivolto:

E’ corretto parlare di ascolto per chi dovrebbe averlo già nel dna, in quanto consulente?

Ebbene, mi son detto, chi ha le aziende come mercato (cioè i consulenti) non sempre e non necessariamente si predispone ad ascoltarli nel modo migliore, specie se questo presuppone un investimento di tempo ed energie, come accade con il blog, mossa tanto più encomiabile quando viene da una società fondata negli anni 30…

Inoltre, con Edelman il pensiero corre subito a un altro must read della blogosfera (non lo dico io ma un guru come Hugh Macleod, il 20 febbraio 2007 nel post “using blogs to boost the bottom line“): Steve Rubel, senior vicepresident Edelman N.Y.

Ma veniamo a noi.

I blogger sono vari, e includono la general manager Fiorella Passoni.

Gli argomenti della conversazione vertono spesso sul corporate blogging visto come strumento di ascolto e comunicazione, riportando anche esempi italiani, mentre molti post affrontano temi legati ai media e al giornalismo, quando non si entra in temi caldi come la partnership della stessa Edelman con Technorati e relativa discussione con la blogosfera italiana.

Insomma, visione, ispirazioni illustri, conversazione pertinente e piacevole.

Tutto bene quindi?

Secondo me… non proprio.

Se penso al potenziale che immagino possa esprimere Edelman dall’autorevole posizione occupata sul mercato, beh, mi viene da dire che questo blog, già interessante, forse potrebbe esserlo mille volte tanto.

Nonostante l’intenzione espressa nel primo post di

non essere il diario personale del general manager

trovo che un po’ troppi articoli siano, di fatto, non molto di più di un tranquillo commentario, pietanze inappuntabili servite in modo perfetto, ma con scarsità di vera emozione.

Insomma, Edelman: chi può ispirarci, mostrarci la strada, entusiasmarci e stupirci, se non la più grande società di PR al mondo, con un ceo blogger come Richard Edelman e una blogsuperstar come Rubel (technorati rank 2723)?

Con tutto il rispetto e l’ammirazione, s’intende.

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2 Risposte to “Edelman Italia.”

  1. Sergio Veneziani Says:

    Critiche giuste: dovremmo fare di più. Entusiasmare e stupire. Il fatto è che Richard Edelman indica una strada, David Brain, CEO Europa, si scatena con video, post e twitter; noi cerchiamo la nostra via, forse anche un po’ a fatica. Non troppo “avanti”, perché altrimenti nessuno ti capisce e ti segue, non troppo “indietro” perché altrimenti sei al rimorchio dei clienti e non al traino.
    Insomma, cerchiamo di trovare il nostro passo, di non prendere abbagli (l’elenco di grandi miraggi, individuali e collettivi, è già lungo) e di procedere con concretezza. Soprattutto di non perdere il contatto con i clienti, cioè con le aziende.
    Torno al punto di partenza e raccolgo la sfida: faremo di più e meglio.
    Sergio Veneziani

  2. max Says:

    grazie per il contributo, sergio.

    anche se, parlando del vostro blog, ho voluto dare enfasi un aspetto che mi premeva, quello del vostro “status” nella blogosfera internazionale, capisco molto bene ciò che dici e non posso che concordare con il tuo approccio.

    del resto, i blog sembrano fatti apposta per migliorare gradualmente…

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