We@bank (Gruppo Banca Popolare di Milano).

Che una banca si metta all’ascolto è una notizia che mi piace sempre.

Ho quindi scorso con piacere e curiosità i molti post (quasi uno al giorno) che arricchiscono il blog In soldoni, ho ascoltato i podcast di Radio Webank, ho spulciato tutte le categorie del sito, riportate in modo ordinato e user-friendly in home page (le cito: sicurezza, tecnologia, trading e investimenti, tassi, immobiliare, carte di pagamento, credito al consumo, risparmio, varie).

Però mentre leggevo, guardavo e ascoltavo, mi nasceva qualche dubbio.

Mi spiego.

Tempo fa, diciamo un anno fa, i corporate blog in Italia erano ancora pochi e strani. In questi mesi c’è stato il boom, e mi sembra evidente come un numero sempre crescente di italiani si rivolga a internet per ascoltare conversazioni cui partecipano le aziende.

Anche per capire cosa scegliere, cosa comprare.

Con l’ingrossarsi di questo fenomeno, le soglie di coinvolgimento per esser creduti/seguiti si sono alzate. Chi naviga in cerca di informazioni è sempre più smaliziato.

Per logica, più conversazioni frequento, più smaliziato divento.

Allora – tornando al blog In Soldoni – forse il podcast con il manager di turno che… legge da un foglio le risposte all’intervistatore (si sente benissimo, purtroppo) rischia la sua credibilità, perché è probabile che chi lo ascolta abbia già sentito in rete manager parlare spontaneamente

Sto cercando di dire che l’autenticità delle voci può fare la differenza, anche se non è necessariamente sintomo di malafede (che male c’è a leggere un’intervista preparata prima? nessuno, però se stai facendo finta di essere spontaneo, bello non è… sentire il cliente che parla con il call center durante l’intervista per capire cosa intendo).

Insomma: ok, il compitino 2.0 è fatto, ed è meglio che niente.

Però, da una internet company online da 9 anni mi sarei aspettato una vera conversazione, dove:

– so chi mi sta parlando (tutti sanno che non si parla con gli sconosciuti ;-))

– le parti promozionali non sono la maggior parte dei contenuti fissi

– i link sono visibili (sembra incredibile, ma i link non sono sottolineati, quindi diventano invisibili)

E mi spiace, perché di blog aziendali con un post al giorno non se ne vedono poi tanti…

2 Risposte to “We@bank (Gruppo Banca Popolare di Milano).”

  1. Webank Says:

    Gentile Massimo Carraro,

    sono Francesco Delucia e faccio parte del team che si occupa dei progetti Web 2.0 di Webank. Ho letto con attenzione il suo post e la ringrazio per la curiosità nei confronti delle nostre iniziative.
    Interventi come il suo ci consentono di migliorare le nostre attività ed è per questo che mi piacerebbe aprire un tavolo di confronto e spiegarle qualcosa in più dei nostri progetti.

    Il lato destro del blog “In Soldoni” è dedicato a “finestre” su diverse attività e iniziative esterne di Webank, quindi non sempre strettamente riconducibili ai temi del blog. Tra queste attività c’è anche Radio Webank, che si presenta nel blog tramite un widget, ma che in realtà ha la sua sede “naturale” in un’apposita pagina del sito di Webank (https://www.webank.it/webankpub/wb/schedaProdotto.do?tabId=nav_pub_wb_tool_interattivi&OBS_KEY=pro_wbn_podcast&OBS_REF=nav_pub_wb_home). All’interno di questa pagina vi sono anche le due categorie (ognuna sottoscrivibile via feed RSS) che compongono il flusso generale di Radio Webank (anch’esso sottoscrivibile via feed RSS): 15 sono gli mp3 dedicati all’edu-banking e 15 sono quelli dedicati alle proposte commerciali di Webank (quindi, al momento, numericamente equivalenti).
    Il blog invece è un blog di informazione economico-finanziaria, con un taglio quindi prettamente giornalistico: non è quindi il blog “di” Webank, ma piuttosto un blog “powered by” Webank. Radio Webank è in qualche modo “slegata” dalla linea editoriale del blog: è presente nel blog unicamente per rendere più comoda la sua fruizione al visitatore, senza per forza andare nella pagina apposita del nostro sito.

    Per quanto riguarda il podcast, concordo con lei sull’evitare l’innaturalezza presente all’interno degli episodi da lei segnalati. Quelle interviste le ho realizzate io stesso, e all’epoca mi son reso conto che il risultato non era tra i migliori. Tenga conto, però, che nel primo episodio segnalato non si parlava di un prodotto Webank, ma di una normativa sugli assegni che era entrata in vigore qualche mese fa: abbiamo voluto, forse con eccesso di scrupolo, fare in modo che nell’intervista venissero forniti tutti i dettagli utili, lasciando ben poco spazio al tono conversazionale tipico di Radio Webank. Nel secondo episodio da lei segnalato, abbiamo chiesto a un nostro cliente (che ci aveva chiamato esponendoci le domande che ha ascoltato nel podcast) se voleva fare delle domande al nostro responsabile dell’Help Center all’interno di una puntata apposita del podcast: lo abbiamo richiamato in un secondo momento, e abbiamo realizzato l’intervista. Con tutta probabilità ha perso un po’ di spontaneità rispetto, ad esempio, a una telefonata registrata in presa diretta da un nostro operatore. Era tra l’altro una delle primissime puntate da noi realizzate. Terremo comunque in debita considerazione le riflessioni da lei elaborate per le prossime puntate del podcast.

    Radio Webank, al momento, è l’unico corporate podcast di una banca italiana. Quando siamo partiti, nel 2007, non vi era quindi alcuna importante case history, almeno italiana, alla quale poter fare riferimento (tranne, ad esempio, il podcast della banca inglese First Direct: http://www.interactive.firstdirect.com/textonly/podcast/). Dato quindi il carattere sperimentale e pionieristico dell’iniziativa, è naturale che nel corso del tempo vi possano essere “correzioni di rotta”, grazie anche alle segnalazioni che ci arrivano quotidianamente dai nostri clienti, e per questo apprezziamo il costante lavoro di rassegna proposto nel suo blog. Le anticipo inoltre che, nelle prossime settimane, è in programma l’avvio di un importante progetto che darà modo ai nostri clienti (ma anche a “semplici curiosi”) di poter far sentire ancor più la propria voce, in un’ottica di continuo miglioramento dei prodotti e dei servizi offerti. Per qualsiasi altra informazione o ulteriori chiarimenti, non esiti a contattarci.

    Cordiali saluti.

  2. max Says:

    mille grazie francesco,

    la sua lunga e articolata risposta contribuisce a una miglior comprensione del blog, sia da parte mia, sia – ben più importante – da aprte di chi legge queste righe.

    complimenti per il percorso intrapreso, e buon lavoro!

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