Archive for the ‘blog’ Category

Metzeler.

gennaio 10, 2010

Online da circa un anno e mezzo, RidExperience è il blog ufficiale della casa produttrice di pneumatici per moto, rivolto ai clienti e a tutti gli appassionati delle due ruote per condividere esperienze, informazioni, eventi, e usufruire anche di promozioni e consigli da parte della casa.

Più efficace di questa è senz’altro la definizione del padrone di casa Mr. Wheel (Luca Zaccomer, Brand Manager), quando afferma che RidExperience è un “moto raduno virtuale permanente.

Importante, in questo progetto, sottolineare la dimensione internazionale, con i blog in lingua tedesca e spagnola che nel corso del tempo hanno affiancato quello italiano, mentre fa un po’ specie che il sito istituzionale Metzeler non riporti alcun link diretto al blog (occorre passare dal link experience e poi entrare nella community).

L’header del blog è dedicato alle foto dei centauri-utenti, scelta secondo me molto bella.

La conversazione è giustamente allargata a tutti gli strumenti disponibili: Facebook (fan page + profilo di Zaccomer), Youtube, MySpace, Flickr, Netlog e da dicembre anche Twitter.

In conclusione, direi proprio che la passione delle moto ruote trova in RidExperience pane per i suoi denti, anzi: gomme per le sue ruote! 🙂

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Mercedes-Benz Italia.

novembre 10, 2009

Si chiama Blue Efficiency, parla di auto e ambiente, appoggia il marchio sull’erba verde e dice in premessa che arriveranno all’auto ad emissioni zero.

Detta così sembra un bel tentativo 2.0 di rifarsi la verginità (qualcuno diceva ‘quando in pubblicità arrivano i cieli azzurri vuol dire che il committente ha serie responsabilità ambientali’), ma queste righe non sono negative, anzi.

Non sono mai negativo quando un’azienda decide di aprirsi al dialogo, e se l’azienda è un marchio ipernoto e di alta reputazione come questo, ritengo che la soddisfazione debba essere doppia: per l’apporto qualificato che può venire alla conversazione da parte di un brand autorevole, e per l’indiretto beneficio che trae il marketing dell’ascolto dalla presenza di un così autorevole marchio.

Detto questo (e verificato che il blog è strutturato nel giusto modo, con tutte le best practice al posto giusto – e ci mancherebbe, siamo nel 2009 mica nel 2003), viene da chiedersi su quali basi si fa un blog automobilistico puntato tutto sull’ambiente senza rischiare la deriva dell’ottimismo buonista e approssimativo, o – peggio – la sgradevole sensazione del facile opportunismo sull’unico tema che ha qualche pallida possibilità di avvicinare la gente alle concessionarie: la sostenibilità ambientale.

Insomma, vedendo un blog così, viene da farsi la stessa domanda che si è posto un lettore: ‘ci sono statistiche dell’effettiva sostenibilità delle Mercedes rispetto ad altre auto?’
Prendiamo nota che Mercedes ha risposto puntualmente, e ha risposto che non lo sa.
Questo depone a loro favore.

I miei due centesimi: lo fanno perché ci credono e ci investono veramente, altrimenti non ci si metterebbero nemmeno.

Ovviamente la blogosfera (cioè i consumatori) li marca e li marcherà stretto, sappiamo tutti che non è Legambiente nel blogroll che fa di una marca un protagonista ecosostenibile dei mercati.

Yamamay.

giugno 23, 2009

Un giorno, sull’altro mio blog, è arrivato questo commento a un post dove si parlava delle licenze Creative Commons:

hey vieni a farmi una visita… chissà magari trovi qualcosa che ti stuzzichi!! http://www.yamamay.wordpress.com

Inutile dire che mi è sembrato un modo un po’ “spammoso” di farsi conoscere, ma tant’è.

Devo dire che visitando il blog Yamamay, online da qualche mese, non ho avuto l’impressione di persone inclini allo spam, il mio commento off-topic gli dev’essere scappato.

Si parla di costumi e intimo, naturalmente, ma da vari punti di vista, e non manca il coinvolgimento dei lettori – concorso Imagination (qui la vincitrice), sondaggio, facebook group.

Sfogliando i post tutti insieme, l’impressione generale è piacevole, anche se forse c’è un po’ di sbilanciamento sulle foto di moda e relativi backstage, davvero tante.

Le immagini si possono poi ritrovare  caricate su Flickr, mentre la marca ha anche un canale video su Vodpod e un account Twitter.

Come dicevo, gli argomenti spaziano: si va dallo sport alle celebrities, dalla cucina alle iniziative umanitarie alla cronaca (sportiva e non).

In particolare, a me piace sempre quando vedo che un brand è in qualche modo interpretato dalle persone che lo utilizzano, e Yamamay dà molto spazio alla pubblicazione dei disegni realizzati dai suoi fan.

In tutto questo, una sola domanda: perché non ci dite chi scrive i post? Dobbiamo proprio accontentarci di questo?…

Ho un’età indefinita e vivo praticamente sul web, questa è la mia casa… per cui trattatemela bene mi raccomando!!!

Comunicazione di servizio. Pausa conclusa.

giugno 2, 2009

In queste settimane ho pensato molto all’evoluzione che c’è stata sul fronte dei media sociali da quando ho iniziato a scrivere questo blog.

Il panorama è molto cambiato. E anziché dirlo con parole mie, userò quelle (decisamente più autorevoli) di Robert Scoble, Shel Israel e degli altri ricercatori autori del recente ebook “The Conversational Corporation“:

Back in 2005, when Shel and Robert wrote Naked Conversations, they spent 220 of the book’s 232 pages on blogging.
They dedicated all of two pages to podcasts, one page to wikis and a single, lonely paragraph to online video.

Chris Shipley, executive producer of the DEMO conferences, had not yet even introduced the term “social media.”

What a difference four years makes in the world of the Web.

Now blogging is but a single tool in a vast tool shed of social media technologies.

Appunto. Non è più questione di avere solo un blog, diventato uno dei molti strumenti disponibili, la presenza online si è arricchita e articolata. In fondo il blog, in sé, appare un po’ sopravvalutato.

Per questi ragionamenti, uniti alla cronica mancanza di tempo, stavo quasi pensando di considerare concluso il percorso di “Aziende con le Orecchie”.

Mi sembrava – da un lato – che l’ennesimo blog aziendale non facesse più notizia – dall’altro – che un’attività più approfondita di analisi delle presenze aziendali italiane nella conversazione, lavoro certamente degno di interesse peraltro già impostato da Lara di TSW, non fosse alla mia portata, proprio in ragione dei parecchi strumenti ormai utilizzati da molte aziende.

Parallelamente però, un altro pensiero prendeva forma, nella mia blogging mind, finendo per avere la meglio sul primo.

Se è vero che il corporate blog non è più la novità che era nel 2007, è anche vero che rimane sempre il più autentico dei luoghi di conversazione a disposizione dell’azienda. Dopo tutto, se voglio veramente sapere qualcosa di un’azienda, è il suo blog che vado a leggere, non i post su Twitter né le pagine su Facebook. Il blog.

E così, rieccomi qui. Il tempo per scrivere i post scarseggia, ma la motivazione, quella almeno si è ritrovata.

Mi fa piacere poter rinnovare l’appuntamento con chi ha avuto l’abitudine di passare di qui, anzi, approfitto del post per ringraziare dell’attenzione: farò del mio meglio per continuare a meritarla.

Marsilio Editori.

gennaio 16, 2009

Ecco un blog per gli amanti della letteratura, con specifiche inclinazioni su: thriller svedese (dalla Stieg Larsson-mania in giù), booktrailer (un genere di promozione a mio parere molto interessante, già al centro di concorsi), audiolibri.

Begli spunti, integrati da profilo su Anobii (Marsilio X e GialloSvezia) e canale tv su YouTube, che impostano bene la conversazione online della casa editrice veneziana.

La sensazione, però – al di là del piacere personale di leggere di temi a me molto graditi – è di una eccessiva timidezza, e lo dico con la simpatia che provo per i timidi.

Dovendo stimolare una conversazione e forse anche crearla, credo infatti sia bene osare un po’, alzare di più il volume della voce, approfittando di tutte quelle cose che Internet offre a chi ha voglia di chiacchierare.

Un bel blogroll per esempio, dove informarsi riguardo ad altre fonti; una presentazione delle persone che scrivono (hey, è una casa editrice, chi scrive è importante!); una lista di categorie, o una tag cloud… con i temi che trattano, sai che bella lista verrebbe… ci provo io?

vampiri, letteratura, svezia, mostri, audiolibri, larsson, carteggi, video, booktrailer, manie, ossessioni, fan club, thriller, noir, marsilio, editoria, internet, social club, lettori, readings, autori, novità, notizie, catalogo, informazioni, appuntamenti, arte, mostre concorsi…

Vero che mette voglia di leggere, e di dialogare con loro?

Tutto questo c’è – su MarsilioNews – ma non si vede.

Difficile che la conversazione ne senta il richiamo, ed è forse anche per questo che i commenti scarseggiano un po’.

A me sembra un peccato non “spingere” su queste belle premesse, anche come appassionato lettore, quindi mi voglio permettere una calda esortazione:

Dài ragazzi: argomenti e contenuti non vi mancano, godiamoci in pieno una bella conversazione sui libri!

Citroën Italia.

dicembre 17, 2008

Citroën Italia  ha aperto da poco la sua community “MyCitroën“, costituita da varie sezioni e di un blog.

L’apertura di una piattaforma di scambio con i consumatori è sempre una bella notizia, anche se forse – con il proliferare delle iniziative in rete – si inizia a correre qualche rischio di commodification.

In altre parole, ciò che suscitava interesse e coinvolgimento fino a poco tempo fa non è detto che continui a farlo, man mano che il rapporto delle persone con Internet si fa più intenso e articolato (e qui l’Italia sta facendo passi da gigante, come testimonia la crescita esponenziale di Facebook).

Sono considerazioni che mi vengono spontanee, navigando in MyCitroën, proprio perché – nonostante l’impostazione curata – ho trovato l’insieme meno coinvolgente di quanto l’avrei trovato tempo fa, diciamo un paio d’anni.

Provo a chiarire meglio le mie sensazioni entrando nello specifico.

All’interno di MyCitroen, la community può pubblicare contributi nella sezione dedicata al viaggio (“fotoracconti” e “punti d’interesse”), poi si trova l’agenda eventi (quasi esclusivamente dedicata al basket) e una parte dedicata ai club Citroën. Al tutto si aggiunge il blog.

Detto così, nulla da eccepire. Navigando, però. ho trovato tutto un po’ distante, freddo, e non penso sia  perché il progetto ha pochi mesi di vita, e nemmeno per la registrazione obbligatoria (cosa che scoraggia sempre un po’). E, in fondo, neanche per l’impossibilità di socializzare con gli altri (si può solo leggerne le poche righe di autopresentazione).

E allora perché?

Secondo me manca l’anima.

So che sembbra una sparata, ma l’ho pensato davvero, una volta letto ben bene il blog.

Con l’attenzione che porto sempre ai blog aziendali, ho cercato anche qui i modi con cui la marca si mette alla pari con il consumatore, offrendo una voce autentica e umana alla conversazione; ho letto i post per imparare, da questo brand così glorioso, nuovi elementi di marketing dell’ascolto; ho scorso blogroll e tagcloud alla caccia di spunti interessanti per me consumatore… ma ho trovato una cosa sola: Citroën.

Le nuove concept Citroën. Le vittorie Citroën nei really. Le mitiche Citroën del passato. La Citroën al Motor Show. Le Citroën ecologiche. Lo Showroom Citroën. I nuovi mercati Citroën.

Ultima speranza di dialogo vero, umano: il padrone di casa, il blogger ufficiale.

Vedendo che ha la cortesia di presentarsi con il proprio nome mi rassicuro: ok, c’è una persona reale in tutto questo. Bene.

Che dire, però, del fatto che non ci dice il suo cognome? Che non ci dice il suo ruolo in Citroën (al di là dell’espressione “affabulatore dell’automotive“, che si commenta da sola)? Che non ci dice dove poterlo incontrare in rete, sui social network piu popolari?

Insomma, alla fine viene da chiedersi: MyCitroën è community (quindi conversazione, ascolto, dialogo con il consumatore, occasione di trasparenza e racconto per la marca) o pubblicità (marca che parla – consumatore che ascolta)?

Ai navigatori l’ardua sentenza…

Fiat (Grande Punto).

dicembre 4, 2008

Un web reality show a puntate “maschi contro femmine” – auto bianca vs. auto nera – con vincitore finale decretato dal pubblico e “personaggio Virgilio” che cambia a ogni puntata, scelto tramite votazione online sulla base di provini autogirati in webcam.

Un blog che dà ampio spazio a iniziative user-generated come il concorso sticker lab o la street art al Motorshow, oltre che alle evoluzioni del reality di cui sopra, con blogroll da 62 link (da pinkstop a wheels ebay).

Un sito di prodotto scritto anche dagli utenti, con commenti aperti, votazioni di gradimento su ogni singolo contenuto, news da Fiat, dai Punto Club e direttamente dalla gente normale (per ora non utilizzato da nessuno).

Se non ho perso per strada qualcosa, questo è l’articolato progetto Fiat per il suo modello Grande Punto.

Lo sforzo messo in campo da Fiat per facilitare il dialogo è davvero notevole, e il risultato – secondo me – dimostra una bella declinazione di tanti approcci diversi (il reality, la serialità, gli eventi, il videomaking, il coinvolgimento dei club sul territorio…).

Il tutto, a poche settimane dal lancio, appare ben orchestrato (tre le agenzie coinvolte, arc leo burnett, hagakure e digital pr) e il motore 2.0 della Grande Punto gira bene.

Credo che, con lo sviluppo del web serial (le 4 agguerritissime ragazze stanno cercando di rifarsi della cocente sconfitta subita alla prima prova) l’impatto di Fiat Grande Punto non potrà che aumentare, portando sempre più notorietà e simpatia sulla media di casa Fiat.

Ancora una volta Fiat mostra la strada per la comunicazione in rete, lanciando la sfida sempre un po’ più in là, come è giusto che sia nell’ambiente iper-evolutivo della Rete.

Se due anni fa l’apertura di un blog per accompagnare il lancio di un’auto poteva essere “di rottura”, oggi c’è sicuramente bisogno di approcci più “allargati” come questo.

La rete, al pari dell’esistenza delle persone, non sta mai ferma. Come fermare, quindi, l’evoluzione degli atteggiamenti comunicativi?

Chiudo con le parole dei blogger di Punto, i quali – presentando il blog duepuntozero – fanno anche un dovuto accenno all’ispirazione contenuta nel nome (ovvia per qualcuno, ma non siamo tutti blogger…):

E’ da qualche anno ormai che in Fiat usiamo Internet per parlare di auto con le persone. Lo abbiamo fatto e continuiamo a farlo con Fiat 500, con Bravo, vi abbiamo raccontato in diretta il Salone di Ginevra: adesso è il momento di Grande Punto.

Abbiamo chiamato questo sito “duePUNTOzero”, proprio in omaggio al Web 2.0 (leggi la definizione su Wikipedia). Web 2.0 è un termine che nasce in California qualche anno fa per merito dell’editore O’Reilly per identificare quell’enorme massa di conversazioni che avvengono su Internet. Ecco, è proprio questo che vorremmo fare con il sito di Grande Punto: una grande conversazione.

Una conversazione tra chi la macchina la fa (Fiat) e chi la usa (voi).

Zonin.

novembre 4, 2008

Dopo 7 generazioni è nato il blogger!

Mi permetto una battuta per iniziare, perché il blog di Francesco Zonin (membro di settima generazione della famiglia Zonin, dell’omonima Casa Vinicola) mi ha messo di buonumore, per vari motivi.

Fondamentalmente, mi è piaciuta la sua semplicità. Tutto appare facile. Ottimo.

(Credo in realtà che questo effetto nasca da una sapiente capacità di sottrarre il superfluo, che è sempre una buona regola di comunicazione).

Così, nella home page del sito si incontra subito l’autore di “Wine is Love” (e se ne vede la faccia, come in ogni presentazione che si rispetti), si hanno alcune informazioni di base (profili LinkedIn e Facebook, nonché, per gli amanti del microblogging, Twitter) più il link per scrivergli una mail.

Sotto, le modalità per seguire il blog e… tutto il resto.

Una pulizia che fa sentire bene, e invita ad approfondire la conoscenza.

Quindi scopriamo che vi sono dei blogger ospiti, autori di qualche post, ma che la maggior parte degli articoli è scritta da Francesco, che dimostra – fin dal primo post, dove racconta di come è nato il nome del blog – di saper comunicare bene.

Un paio di idee interessanti danno poi a “Wine is Love” una marcia in più.

La prima si chiama fotovendemmia – vista da voi (e si capisce fin dal nome di cosa si tratta); la seconda, dichiaratamente condivisa [rubata non si usa più in tempi di 2.0 ;-)] con il produttore vinicolo Giampaolo Paglia del Poggio Argentiera, si chiama invece tasting list, ed è un invito alla degustazione allargato a tutti i wine-blogger che ne fanno richiesta.

Nel porgere i complimenti a Francesco Zonin, mi scappa una domanda ai miei amici di Hagakure, l’agenzia che ha curato il progetto: come mai non comparite mai, in nessun punto del blog? Francesco vuole tutto il merito del bel lavoro? 😉

Maniero Elettronica.

ottobre 28, 2008

Fotovoltaico, energie rinnovabili, incentivi e temi correlati: di questo si parla sul blog della Maniero Elettronica, chiamato “Energy Square” e simpaticamente presentato da una paperella fotovoltaica.

C’è sicuramente un gran bisogno di informazioni di prima mano, su questi temi (o forse su tutti i temi?), e chi meglio di un’azienda familiare che investe in tecnologia sostenibile?

Detto questo, sono stato colto, navigando “Energy Square”, da un piccolo attacco di claustrofobia.

Ho cliccato su “Chiesa” e sono rimasto nel blog, ho cliccato su “energie rinnovabili” e sono rimasto nel blog, ho cliccato su “Gruppo d’Acquisto Solare” e sono rimasto nel blog, ho cliccato su “artificial trees” e sono rimasto nel blog, ho cliccato su “incentivi” e sono rimasto nel blog… aiuto!

Un blog serve alla conversazione, come ho fatto a finire in questo monologo?

Sono perplesso… uno degli standard che che fa funzionare la rete, se non erro, è che il testo interattivo porta a una nuova informazione, e – per quanto riguarda i blog – porta ad ampliare la conversazione con qualcun altro, o no?

Penso sinceramente che questa autoreferenzialità non faccia bene a nessuno, né all’azienda (che rischia di vedere il proprio blog abbandonato per sempre al secondo link claustrofobico) né al navigatore il quale, abituato a muoversi da un sito all’altro seguendo il filo del suo percorso informativo, potrebbe trovare irritante questo costante rimpallo “interno”.

Passando ad altro (ma in realtà restando in argomento): com’è possibile che un blog che parla di temi continuamente alla ribalta dell’informazione abbia un blogroll di tre-siti-tre?

Insomma: c’è un argomento incredibile, un’azienda che ha qualcosa da dire, si apre un blog e… si chiudono le porte?

Intendiamoci, preferirò sempre un’azienda che blogga (aprendosi di fatto alla discussione e al dialogo, nei modi che ritiene opportuno) a una che non blogga.

Credo però che casi come questo meritino un deciso incoraggiamento a proseguire sul cammino intrapreso: l’apertura del blog è il primo passo di un bel viaggio che si chiama conversazione, e mi pare che “Energy Square” abbia tutti i requisiti per andare lontano.

Forza, quindi, abbiamo tutti bisogno di energia sostenibile, e anche di informazione sostenibile!

LG.

ottobre 14, 2008

Parlare di telefoni.

Parlare di televisori.

E di automobili, cartoni animati, nuovi browser, arredamento, pubblicità, motori di ricerca, cinema, viral marketing, olimpiadi, moda, hacker, architettura.

Così si presenta il piano editoriale di questo interessante blog.

Non nascondo che all’inizio mi era parso parecchio dispersivo.

Il fatto è che sono abituato a blog che approfondiscono una nicchia, in genere quella legata ai temi di attività di un’azienda.

Non so dire – e non spetta a me dire – se questa sia una giusta convenzione della blogosfera o un pregiudizio sbagliato.

Comunque sia, il blog LG si presenta come un progetto diverso, che secondo me vale la pena di osservare bene.

Mentre appare evidente l’impostazione comune ai blog “fratelli” di altri paesi, linkati in home page, scorrendo gli articoli ci si imbatte in una serie di input apparentemente scollegati, ma mai banali.

Si nota quindi, insieme all’apparente scollamento tra un post e l’altro, un… collante dato dalla qualità dei contenuti.

Del resto, la home page recita:

Questo è il blog ufficiale di LG per l’Italia, dove si discutono le ultime notizie riguardanti LG così come tutto ciò che cattura la nostra attenzione nel campo del design, innovazione, moda e style.

Insomma, forse è un blog figlio di un portale, forse non punta più di tanto al dialogo (anche se la pagina “chi siamo” recita il mantra della conversazione come d’obbigo), ma magari questa è la sua vocazione, e allora, perché no?

Ma la vera domanda è:

Mentre la blogosfera e il web in generale si riempiono di fonti interessanti e attendibili su tutto lo scibile umano, ha senso proporsi come generalisti, con il solo vantaggio di essere un marchio noto?

Inoltre, sarebbe interessante sapere se l’impostazione multinazionale centralizzata sia frutto di una scelta strategica o la semplice applicazione di uno standard.

Informazioni aggiuntive: il blog è integrato da canale video su Youtube, alcuni foto set da Flickr, Facebook fan group, Twitter (usato però solo per annunciare i nuovi post sul blog) e un nutrito blogroll.

Infine, non riesco a non chiedermi due cose:

1. Daniele, bravo e informato autore di tutti i post, perché non ti presenti?
2. Era proprio necessario mettere le mani avanti così tanto?