Archive for the ‘manager blog’ Category

Mercedes-Benz Italia.

novembre 10, 2009

Si chiama Blue Efficiency, parla di auto e ambiente, appoggia il marchio sull’erba verde e dice in premessa che arriveranno all’auto ad emissioni zero.

Detta così sembra un bel tentativo 2.0 di rifarsi la verginità (qualcuno diceva ‘quando in pubblicità arrivano i cieli azzurri vuol dire che il committente ha serie responsabilità ambientali’), ma queste righe non sono negative, anzi.

Non sono mai negativo quando un’azienda decide di aprirsi al dialogo, e se l’azienda è un marchio ipernoto e di alta reputazione come questo, ritengo che la soddisfazione debba essere doppia: per l’apporto qualificato che può venire alla conversazione da parte di un brand autorevole, e per l’indiretto beneficio che trae il marketing dell’ascolto dalla presenza di un così autorevole marchio.

Detto questo (e verificato che il blog è strutturato nel giusto modo, con tutte le best practice al posto giusto – e ci mancherebbe, siamo nel 2009 mica nel 2003), viene da chiedersi su quali basi si fa un blog automobilistico puntato tutto sull’ambiente senza rischiare la deriva dell’ottimismo buonista e approssimativo, o – peggio – la sgradevole sensazione del facile opportunismo sull’unico tema che ha qualche pallida possibilità di avvicinare la gente alle concessionarie: la sostenibilità ambientale.

Insomma, vedendo un blog così, viene da farsi la stessa domanda che si è posto un lettore: ‘ci sono statistiche dell’effettiva sostenibilità delle Mercedes rispetto ad altre auto?’
Prendiamo nota che Mercedes ha risposto puntualmente, e ha risposto che non lo sa.
Questo depone a loro favore.

I miei due centesimi: lo fanno perché ci credono e ci investono veramente, altrimenti non ci si metterebbero nemmeno.

Ovviamente la blogosfera (cioè i consumatori) li marca e li marcherà stretto, sappiamo tutti che non è Legambiente nel blogroll che fa di una marca un protagonista ecosostenibile dei mercati.

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Barilla (Mulino Bianco).

luglio 22, 2009

Lanciata a inizio marzo 2009, “Nel mulino che vorrei” stimola chiunque sia interessato a dare un contributo di idee alla marca di prodotti da forno.

La proposta può riguardare tutto l’universo che ruota intorno a questi prodotti, compresi premi, promozioni, concorsi, eventi, confezioni, formati, iniziative sociali e… i prodotti stessi.

L’idea è notevolmente aperta a ogni tipo di contributo, (lo si percepisce anche per l’uso di un linguaggio diretto e chiaro, ben lontano dall’aziendalese), e propone due livelli di coinvolgimento degli utenti: un contributo diretto (proponi la tua idea) oppure la votazione delle idee degli altri, che crea una classifica generata dagli utenti.

“Nel mulino che vorrei” ospita anche un blog (nato senza la possibilità di commentare, poi convertito ai commenti aperti) dove è raccontato l’evolversi del progetto nei suoi vari aspetti (dalla valutazione delle idee alle interviste agli utenti, alle… prese in giro su FriendFeed).

La cifra di fondo di tutto il progetto, l’ascolto, è molto ben supportato dal team digital di Barilla, ed arriva a contaminare anche la comunicazione, attraverso l’utilizzo delle frasi user-generated nei banner.

Mi sembra che questa idea, nella sua apparente semplicità – tutto quello che è richiesto di fare è il completamento della frase “Nel mulino che vorrei…” – metta le basi di un ascolto vero e  significativo, e l’impegno dell’azienda a seguirne il dialogo, post dopo post, contenuto dopo contenuto, ne onora la visione di fondo.

Fatti quindi i doverosi e meritati complimenti a Barilla per l’ottimo approccio, passiamo alla sola domanda cui non si trova risposta sul sito: Nel mulino che vorrei, non si potrebbe conoscere per nome e cognome chi ci parla tanto amabilmente?

😉

Fiat (Grande Punto).

dicembre 4, 2008

Un web reality show a puntate “maschi contro femmine” – auto bianca vs. auto nera – con vincitore finale decretato dal pubblico e “personaggio Virgilio” che cambia a ogni puntata, scelto tramite votazione online sulla base di provini autogirati in webcam.

Un blog che dà ampio spazio a iniziative user-generated come il concorso sticker lab o la street art al Motorshow, oltre che alle evoluzioni del reality di cui sopra, con blogroll da 62 link (da pinkstop a wheels ebay).

Un sito di prodotto scritto anche dagli utenti, con commenti aperti, votazioni di gradimento su ogni singolo contenuto, news da Fiat, dai Punto Club e direttamente dalla gente normale (per ora non utilizzato da nessuno).

Se non ho perso per strada qualcosa, questo è l’articolato progetto Fiat per il suo modello Grande Punto.

Lo sforzo messo in campo da Fiat per facilitare il dialogo è davvero notevole, e il risultato – secondo me – dimostra una bella declinazione di tanti approcci diversi (il reality, la serialità, gli eventi, il videomaking, il coinvolgimento dei club sul territorio…).

Il tutto, a poche settimane dal lancio, appare ben orchestrato (tre le agenzie coinvolte, arc leo burnett, hagakure e digital pr) e il motore 2.0 della Grande Punto gira bene.

Credo che, con lo sviluppo del web serial (le 4 agguerritissime ragazze stanno cercando di rifarsi della cocente sconfitta subita alla prima prova) l’impatto di Fiat Grande Punto non potrà che aumentare, portando sempre più notorietà e simpatia sulla media di casa Fiat.

Ancora una volta Fiat mostra la strada per la comunicazione in rete, lanciando la sfida sempre un po’ più in là, come è giusto che sia nell’ambiente iper-evolutivo della Rete.

Se due anni fa l’apertura di un blog per accompagnare il lancio di un’auto poteva essere “di rottura”, oggi c’è sicuramente bisogno di approcci più “allargati” come questo.

La rete, al pari dell’esistenza delle persone, non sta mai ferma. Come fermare, quindi, l’evoluzione degli atteggiamenti comunicativi?

Chiudo con le parole dei blogger di Punto, i quali – presentando il blog duepuntozero – fanno anche un dovuto accenno all’ispirazione contenuta nel nome (ovvia per qualcuno, ma non siamo tutti blogger…):

E’ da qualche anno ormai che in Fiat usiamo Internet per parlare di auto con le persone. Lo abbiamo fatto e continuiamo a farlo con Fiat 500, con Bravo, vi abbiamo raccontato in diretta il Salone di Ginevra: adesso è il momento di Grande Punto.

Abbiamo chiamato questo sito “duePUNTOzero”, proprio in omaggio al Web 2.0 (leggi la definizione su Wikipedia). Web 2.0 è un termine che nasce in California qualche anno fa per merito dell’editore O’Reilly per identificare quell’enorme massa di conversazioni che avvengono su Internet. Ecco, è proprio questo che vorremmo fare con il sito di Grande Punto: una grande conversazione.

Una conversazione tra chi la macchina la fa (Fiat) e chi la usa (voi).

Zonin.

novembre 4, 2008

Dopo 7 generazioni è nato il blogger!

Mi permetto una battuta per iniziare, perché il blog di Francesco Zonin (membro di settima generazione della famiglia Zonin, dell’omonima Casa Vinicola) mi ha messo di buonumore, per vari motivi.

Fondamentalmente, mi è piaciuta la sua semplicità. Tutto appare facile. Ottimo.

(Credo in realtà che questo effetto nasca da una sapiente capacità di sottrarre il superfluo, che è sempre una buona regola di comunicazione).

Così, nella home page del sito si incontra subito l’autore di “Wine is Love” (e se ne vede la faccia, come in ogni presentazione che si rispetti), si hanno alcune informazioni di base (profili LinkedIn e Facebook, nonché, per gli amanti del microblogging, Twitter) più il link per scrivergli una mail.

Sotto, le modalità per seguire il blog e… tutto il resto.

Una pulizia che fa sentire bene, e invita ad approfondire la conoscenza.

Quindi scopriamo che vi sono dei blogger ospiti, autori di qualche post, ma che la maggior parte degli articoli è scritta da Francesco, che dimostra – fin dal primo post, dove racconta di come è nato il nome del blog – di saper comunicare bene.

Un paio di idee interessanti danno poi a “Wine is Love” una marcia in più.

La prima si chiama fotovendemmia – vista da voi (e si capisce fin dal nome di cosa si tratta); la seconda, dichiaratamente condivisa [rubata non si usa più in tempi di 2.0 ;-)] con il produttore vinicolo Giampaolo Paglia del Poggio Argentiera, si chiama invece tasting list, ed è un invito alla degustazione allargato a tutti i wine-blogger che ne fanno richiesta.

Nel porgere i complimenti a Francesco Zonin, mi scappa una domanda ai miei amici di Hagakure, l’agenzia che ha curato il progetto: come mai non comparite mai, in nessun punto del blog? Francesco vuole tutto il merito del bel lavoro? 😉