Posts Tagged ‘the conversational corporation’

Comunicazione di servizio. Pausa conclusa.

giugno 2, 2009

In queste settimane ho pensato molto all’evoluzione che c’è stata sul fronte dei media sociali da quando ho iniziato a scrivere questo blog.

Il panorama è molto cambiato. E anziché dirlo con parole mie, userò quelle (decisamente più autorevoli) di Robert Scoble, Shel Israel e degli altri ricercatori autori del recente ebook “The Conversational Corporation“:

Back in 2005, when Shel and Robert wrote Naked Conversations, they spent 220 of the book’s 232 pages on blogging.
They dedicated all of two pages to podcasts, one page to wikis and a single, lonely paragraph to online video.

Chris Shipley, executive producer of the DEMO conferences, had not yet even introduced the term “social media.”

What a difference four years makes in the world of the Web.

Now blogging is but a single tool in a vast tool shed of social media technologies.

Appunto. Non è più questione di avere solo un blog, diventato uno dei molti strumenti disponibili, la presenza online si è arricchita e articolata. In fondo il blog, in sé, appare un po’ sopravvalutato.

Per questi ragionamenti, uniti alla cronica mancanza di tempo, stavo quasi pensando di considerare concluso il percorso di “Aziende con le Orecchie”.

Mi sembrava – da un lato – che l’ennesimo blog aziendale non facesse più notizia – dall’altro – che un’attività più approfondita di analisi delle presenze aziendali italiane nella conversazione, lavoro certamente degno di interesse peraltro già impostato da Lara di TSW, non fosse alla mia portata, proprio in ragione dei parecchi strumenti ormai utilizzati da molte aziende.

Parallelamente però, un altro pensiero prendeva forma, nella mia blogging mind, finendo per avere la meglio sul primo.

Se è vero che il corporate blog non è più la novità che era nel 2007, è anche vero che rimane sempre il più autentico dei luoghi di conversazione a disposizione dell’azienda. Dopo tutto, se voglio veramente sapere qualcosa di un’azienda, è il suo blog che vado a leggere, non i post su Twitter né le pagine su Facebook. Il blog.

E così, rieccomi qui. Il tempo per scrivere i post scarseggia, ma la motivazione, quella almeno si è ritrovata.

Mi fa piacere poter rinnovare l’appuntamento con chi ha avuto l’abitudine di passare di qui, anzi, approfitto del post per ringraziare dell’attenzione: farò del mio meglio per continuare a meritarla.